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28 marzo 2006

E-learning, il modello maceratese in Svizzera

L’Università di Macerata ha partecipato con Romina Abbadini dell’area progetti internazionali del Celfi (Centro per l’e-learning e la formazi
L’Università di Macerata ha partecipato con Romina Abbadini dell’area progetti internazionali del Celfi (Centro per l’e-learning e la formazione integrata) agli Swiss virtual campus days 2006, l’iniziativa organizzata dal Crus, Conferenza rettori universitari svizzeri, a Basilea. I temi affrontati quest’anno sono stati la sostenibilità, la valorizzazione e la promozione dell’e-learning. La Abbadini è stata invitata a relazionare sull’innovativo modello didattico di tutoraggio utilizzato dall’Ateneo maceratese per la formazione a distanza nell’ambito di alcuni corsi universitari e post-laurea. Il suo intervento si è svolto insieme a quelle del professor H.E. Roosendaal dell’Università di Twente, Paesi Bassi, nel corso della sessione “Come facilitare una nuova cultura dell’apprendimento e dell’insegnamento basata sull’auto apprendimento?”. Nella seconda giornata la Abbadini ha, invece, condotto un workshop dal titolo “Come creare e-learning aggiungendo valore pedagogico” insieme a Pierre Dillenbourg, direttore del Centro Epfl del Politecnico di Losanna. L’evento ha visto la partecipazione di quasi 300 rappresentanti delle università svizzere e tedesche.
Le attività di didattica on-line dell’ateneo maceratese riguardano le Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Scienze della formazione e Scienze politiche. Per tutte le attività a distanza lo studente ha a disposizione un ambiente di apprendimento in cui trova sia i materiali di studio sia le attività per interagire con il gruppo e con il tutor. Molte attività sono realizzate in gruppo per facilitare un apprendimento dialogico e permettere un confronto che l’attuale ricerca didattica ritiene molto utile per un apprendimento consapevole.

Un Molière da censura
Domani pomeriggio, mercoledì 29 marzo, alle 16 nella Biblioteca statale in via Garibaldi, 20 Giuseppe Leonelli dell’Università di Roma Tre e Marzia Pieri dell’Università di Siena presentano il libro di Cesare Garboli, “Il «Dom Juan» di Molière” (Adelphi, 2005). Interverrà anche la curatrice dell’opera, Laura Desideri. Coordina i lavori Laura Mellosi dell’Università di Macerata.
Rappresentato nel febbraio del 1665, il “Dom Juan” fu subito purgato dallo stesso Molière, censurato, tolto dal cartellone e infine attaccato da un velenoso editoriale.
Garboli ricostruisce nella sua opera come la censura di una prima rappresentazione possa tramutarsi in un oggetto di contesa politica. Presentando, nel 1976, il suo Molière, egli deplorava come «una sciagura nazionale» che il teatro e la borghesia italiani avessero “saltato” Molière, “così come succede a certi adulti che, nel loro sviluppo, rimuovono una delicata ed essenziale fase di crescita”.

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