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30 Marzo 2006

Germania: 2 anni a chi scarica musica

La guerra alla pirateria continua ad abbattersi sugli utenti. Per fermare il prorompente commercio illegale di musica non si guarda più in faccLa guerra alla pirateria continua ad abbattersi sugli utenti. Per fermare il prorompente commercio illegale di musica non si guarda più in faccia a nessuno, traducendo la lotta alla criminalità organizzata in lotta all’utente ignoto. Accade allora che in Germania venga approvata una legge terribilmente ingiusta che, dal prossimo anno, assimilerà l’utente che scarica musica sotto copyright al ladro vero e proprio. Fino a due anni di reclusione per chi effettua download “sottobanco”, per uso personale, e fino a cinque anni per chi utilizza materiale musicale illegale per fini commerciali. La Germania si allinea alle richieste delle major che da tempo lamentano un calo dei profitti di circa il 40%, a causa della pirateria. Non certo a favore degli artisti, né dei loro fans, questa legge giova solo alle multinazionali della produzione musicale, come denunciano molte associazioni sostenitrici della libertà di informazione e libero scambio di materiale culturale. L’intenzione della legge, infatti, è colpire proprio gli “scaricatori casuali”, scoraggiandoli dall’accedere a risorse illegali, attraverso pene esemplari. Dopo l’Italia e la Francia, dunque, anche la Germania punta il dito sui consumatori piuttosto che escogitare una seria politica di lotta alla criminalità. Questo non fa che alimentare spaccature e contraddizioni nel sistema Società, come quella che vede protagonisti i possessori di iPod. Povere anime del Purgatorio, gli utilizzatori della tecnologia iPod, infatti, si trovano coinvolti in un vortice senza fine a causa del mancato accordo fra Apple e Microsoft per uno standard di controllo del copyright. Né santi, né dannati, dunque, costretti ad utilizzare la propria consolle “entro i limiti di legge” – che sfortunatamente non contemplano minimamente l’uso dell’iPod. Insomma, un panorama tutt’altro che sereno, malgrado le valide proposte alternative, da Creative Commons Music Sharing License ad Open Music Project di MusicMoz.

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