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1 marzo 2006

Sanremo 2006: la solita minestra riscaldata

Come di consuetudine anche quest’anno si è alzato il sipario del Festival di Sanremo, emblema della canzone italiana: le aspettative erano molte,

Come di consuetudine anche quest’anno si è alzato il sipario del Festival di Sanremo, emblema della canzone italiana: le aspettative erano molte, le promesse di novità forse anche troppe, ma a vedere dagli ascolti della prima serata non si direbbe che la simpatica manifestazione canora abbia propriamente sfondato. Di chi è la colpa? Di tutti e di nessuno: forse sono le (ormai) cinquantasei edizioni che cominciano a stufare; oppure il presentatore del momento, con le sue battute un po’ scontate; ma anche le vallette non peccano di novità: come da copione sono una bionda e l’altra mora, una bella e l’altra simpatica; e poi che dire dell’ospite d’eccezione – John Travolta -, se non che è stato riciclato da canale 5 dove fu ospite di “Buona domenica” e di “C’è posta per te” qualche mese fa; e per ultime, ma non perché meno importanti, le tanto attese canzoni che sembrano aver perso l’importanza e lo spazio debito, dal momento che Sanremo non è uno spettacolo di cabaret ma il festival della canzone italiana. Ad aprire la serata Niki Nicolai con “Lei ha la notte”, interpretazione poetica del mestiere più antico del mondo; a seguire la canzone “Com’è straordinaria la vita” di Dolcenera, un po’ troppo sopra le righe; e poi Povia, sempre abile nei ritornelli e nelle rime; Noa, Carlo Fava e il Solis String Quartet con “Un discorso in generale”; Ron e “L’uomo delle stelle”; Spagna con “Noi non possiamo cambiare”; Simona Bencini e “Tempesta”; i Ragazzi di Scampia con “Musica e speranza” riempiono il “buco” dell’intermezzo napoletano lasciato da Gigi d’Alessio con una canzone bella nei contenuti, ma forse un po’ scontata; seguono gli Sugarfree con “Solo lei mi dà”; Alex Britti con “Solo con te”; Mario Venuti e arancia sonora con “Un altro posto nel mondo”; tocca poi alla misteriosa Anna Oxa che presenta “Processo a me stessa”, canzone che ha messo l’ansia a tutti, tenuta segreta anche nelle prove, avvenute a “porte chiuse”: vien da chiedersi però che cosa ci fosse di così straordinario da nascondere…; e per finire gli Zero assoluto con “Svegliarsi la mattina”; Michele Zarrillo con “Alfabeto delle stelle”; la giovanissima Anna Tatangelo con “Essere una donna”; i “vecchi” Nomadi che parlano di guerra con “Dove si va” rappresentano invece la tradizione dei gruppi italiani; Gianluca Grignani con “Liberi di sognare” e Luca Dirisio con “Sparirò”. Inutile dire che non è tutto da buttare: va a gusti e a simpatia; a chi non fosse proprio andata giù la serata inaugurale del Festival si ricordi che la speranza è l’ultima a morire: potrebbe infatti rifarsi con le prossime “puntate” o, chissà, con l’edizione 2007, 2008, 2009…

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