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27 marzo 2006

Verdone VS Muccino: cronaca di un successo meritato

Il mio miglior nemico, ultima fatica del sempreverde attore e regista romano Carlo Verdone, sta mietendo successi, tra critica e pubblico.
Siamo Il mio miglior nemico, ultima fatica del sempreverde attore e regista romano Carlo Verdone, sta mietendo successi, tra critica e pubblico.
Siamo stati a vederlo, giovedì scorso, al Warner Village Parco dei Medici, in Roma, ed effettivamente è riuscito ad affascinarci.
Si parla di un successo davvero imponente: oltre 5 milioni di euro di incasso (con una media per sala di quasi 9.000 euro) in appena 2 settimane; decisamente meglio del pur buono “Manuale d’amore”, che aveva già visto tra l’altro il nome di Silvio Muccino comparire (anche se soltanto nella locandina) accanto a quello di Carlo.
Molti giornali hanno ricordato, in occasione di questo film “a due”, il celebre passaggio di consegne tra Alberto Sordi e Carlo Verdone, nell’ottimo film “In viaggio con papà” (1982), prima, e nell’indimenticabile “Troppo forte”, qualche anno dopo (1986).
Io vorrei aggiungere che molti anni prima, di passaggio ce ne fu un altro (e forse ancor più importante, se vogliamo), tra un certo Antonio De Curtis, in arte Totò, ed un giovanissimo, ma già incontenibile, Albertone: lo scenario era quello del film “Totò e i sette re di Roma”, diretto dalla coppia Steno/Monicelli, nel lontano 1951.
Beh, speriamo che Silvio si dimostri all’altezza della situazione e capace di ereditare la tradizione della commedia all’italiana.
La trama de “Il mio miglior nemico” è un semplice “canovaccio” su cui i due protagonisti sciorinano una serie di battute, dal comico al drammatico, quasi sempre convincenti, senza eccesso di volgarità o, peggio, di retorica.
Achille De Bellis, grazie al suo matrimonio con Gigliola, dimentica le sue umili origini, diventando un top manager di un’importante catena alberghiera.
Possiede tutto ciò che un uomo può desiderare, ma, a causa di un piccolo episodio, in apparenza insignificante, tutta la sua vita sarà messa sotto sopra: a pochi giorni dal suo anniversario di nozze d’argento, Achille si vede costretto a licenziare una sua dipendente per un furto avvenuto all’interno del suo albergo.
Il figlio della donna, Orfeo, già molto provato da un’esistenza triste e difficile, convinto dell’innocenza della madre, decide di vendicarla in ogni modo.
Segue Achille, entra a conoscenza di ogni particolare e ogni segreto della sua vita, che userà per rendere la sua esistenza un vero inferno.
Questa commedia ci ha fatto ridere tanto, sì, ma ci ha anche arricchito interiormente, raccontando il nostro modo di vedere il mondo, magari un po’ provinciale, ma senz’altro più umano di tanti altri popoli.
Viene affrontato con il sorriso, ma anche molto realisticamente, il rapporto tra genitori e figli, questi ultimi spesso abbandonati o trattati da perfetti sconosciuti dai primi.
Ed è molto importante, a nostro avviso, che questo tema venga compreso e faccia breccia nella società di oggi, che vede sempre più giovani sommersi da veri e propri dilemmi esistenziali, grandi e piccoli, spesso causati dall’assenza di una famiglia.
Inoltre il film ci fa capire che nella vita bisogna cercare di apprezzare ciò che si ha, e non aspettare di perderlo per accorgerci della sua straordinaria importanza.
Antonio Contoli Letizia Rogolino

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