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3 aprile 2006

Cronaca di una partita rinviata

Genova. Oggi in questo spazio ci doveva essere un
altro articolo. Avrebbe dovuto esserci un resoconto di
una partita del campionato di calcio di

Genova. Oggi in questo spazio ci doveva essere un
altro articolo. Avrebbe dovuto esserci un resoconto di
una partita del campionato di calcio di serie c. NOn
c’è, perchè questa partita non si è giocata, è stata
rinviata per una decisione delle autorità di pubblica
sicurezza, per motivi di oridine pubblico. Rinviata a
mercoledi 5 aprile alle ore 15 a Modena. Le città
di la Spezia e di Genova, non hanno ancora smaltito la
rabbia e l’offesa per questa decisione piovuta sulle
loro teste. I motivi che hanno fatto decidere per lo
spostamento dell’incontro si possono riassumere,
fondamentalmente, nella carenze strutturali dello
stadio Alberto Picco di La Spezia e nella rivalità tra
la tifoseria genoana e quella spezzina.
Per tutta la settimana le società calcistiche, e tifosi
di entrambe le squadre hanno atteso con ansia una
decisione che confermasse il regolare svolgimento del
big match del girone a della serie c1, e alla
ufficializzazione del rinvio della partita, sono
scattate le manifestazioni di protesta. A La Spezia i
tifosi hanno bloccato il traffico in alcune strade e
per alcune ore hanno dato vita a un sit in sui binari
della stazione ferroviaria, interrompendo la
circolazione dei treni. Su richiesta dei propri
supporters il presidente dello Spezia pare
intenzionato a schierare a Modena, non la prima
squadra, bensì la formazione giovanile della Berretti.
La tifoseria spezzina ha annunciato di non voler
seguire la propria squadra in terra emiliana per
manifestare in maniera eclatante l’assoluto dissenso
verso la decisione di giocare il recupero della
partita non nella sua sede naturale, la città di La
Spezia.
Queste sono state le ragioni del rinvio della partita:
1) carenze infrastrutturali dello stadio Picco: in
particolare è stato sottolineato come non fosse
possibile predisporre due percorsi differenti per la
tifoseria casalinga e per gli ospiti (cosa a cui in
extremis si era posto rimedio, grazie al nulla osta
della Marina Militare per premettere il passaggio dei
tifosi all’interno di una zona militare); 2) l’astio
tra le tifoserie: rinfocolato da alcuni momenti di
tensione e una sassaiola tra le opposte fazioni
avvenuta domenica 26 marzo alla stazione di Genova; 3)
la possibile indisponibilità di uomini delle forze
dell’ordine impegnati nella partita Fiorentina – Roma.
A questo punto, la Lega Calcio di Serie C ha
confezionato l’ultimo pacco regalo per i tifosi di
Spezia e Genoa: la decisione di recuperare il match, a
Modena. Una decisione incomprensibile sotto ogni punto
di vista, sia quello logistico sia quello di
ordine pubblico. Infatti è assurdo che il pubblico
spezzino debba sobbarcarsi circa 200 kilometri per
assistere a una partita che si sarebbe dovuta giocare
nella città del Golfo dei Poeti, ma soprattutto ciò
che fa perdere ogni razionalità al rinvio del match è
il fatto che la tifoseria modenese ha pessimi
rapporti, per usare un eufemismo, sia con i tifosi
genoani, sia con quelli spezzini. Gli ultimi match
degli emiliani con Genoa e Spezia sono stati
caratterizzati da violenti incidenti tra gruppi di
tifosi. In questi momenti solo il rispetto per la
morte del piccolo Tommaso ha stemperato le
manifestazioni di protesta. Da ambo le parti si spera
in un’analisi più approfondita da parte degli organi
competenti che eviti di trasferire i problemi di
ordine pubblico nella città emiliana.

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