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6 aprile 2006

Dal cartone prende vita l’arte

Il progetto sociale Eloisa: la creatività editoriale del Sud America più povero
La mancanza di mezzi e risorse non intacca l’ingegIl progetto sociale Eloisa: la creatività editoriale del Sud America più povero
La mancanza di mezzi e risorse non intacca l’ingegno e la creatività dell’uomo. Persone che vivono nei paesi più poveri del mondo, ben oltre gli indici internazionali di povertà, si trovano a lottare, ogni giorno, ad inventare, a creare qualcosa di nuovo per sopravvivere. Ogni giorno. Per vivere questa situazione, ci basterebbe un viaggio. Partendo con la chiara coscienza che, una volta atterrati, incontreremo nuove facce, luoghi, parole, colori, rumori, profumi, tradizioni e badando a non allontanarci da questa realtà, come meri osservatori, rifugiandoci, ogni sera, nelle stanze d’albergo e nelle saune del centro vacanza, forse capiremo il senso della vita. Potremmo imparare molto dalla vita che scorre nelle vene di queste persone, altro che i vizi di noi popolo occidentale. Questa non vi deve apparire tanto come un’anatema contro tutti noi, quanto un’alzata di voce all’ennesimo di voi assopito davanti alla tv da ieri mattina. Sveglia! Ce lo dice anche Adine Gordimer col titolo del suo ultimo romanzo. La conoscete? Date un’occhiata in libreria, chiedete di una delle più grandi scrittrici di Johannesburg. Sveglia! È proprio ora di oleare bene gli ingranaggi del cervello ed aprire occhi ed orecchie, ascoltare e guardarsi attorno, abbandonare l’ozio quotidiano per confrontarsi con nuove culture. Assuefatti dalle notizie quotidiane, tra mass media e cultura generalizzata, sappiamo tutti quando c’è una sfilata di moda, conosciamo tutte le note delle solite canzoni trasmesse alla radio e si ripetono davanti ai nostri occhi, incessantemente, spettacoli televisivi osceni e clonati all’ennesima potenza. Siamo circondati dal rumore, dalle notizie dei giornali che fanno le veci dei deputati politici, dalla voce dell’ennesimo addetto alla cultura. Noiosi bigotti? Spesso solo ignoranti e pieni di paura, con poca curiosità e tanta pigrizia di scoprire ed investire nel nuovo. Siamo così pieni di cose inutili attorno a noi, che spesso consideriamo inutile ciò che non lo è affatto, sprechiamo anche ciò che ha fascino artistico. Il cartone, ad esempio.
Arriviamo alla notizia. Buoenos Aires, 2003, due artisti, Washinton Cucurto e Javier Barilaro fondano una casa editrice diversa da tutte: Eloisa Cartonera. Progetto nato dalla forza della creatività, Eloisa è un’impresa che permette a tanti giovani di imparare un mestiere e a tanti scrittori di farsi conoscere. Un progetto sociale che unisce gli scrittori e i cartoneros. Una necessità che scaturisce da una situazione nota: la crisi economica, in Argentina, così come in gran parte del Sud America, ha reso proibitiva l’importazione di molte materie, come carta e cartone. In questi paesi, da molti decenni ormai, si fa la spesa nei bidoni della spazzatura e l’arte dei cartoneros è figlia dell’amore per la vita.
Un grande popolo che rovista, la notte, nelle pattumiere comunali, c’è anche qua, nel ricco Belpaese: per la strada, oscurati dai cartelloni pubblicitari, dormono quelli che chiamiamo ancora “invisibili. Facciamo rabbrividire per i sentimenti che riusciamo a provare di fronte al prossimo che sta male.
Insomma, i cartoneros argentini, sono i pepenadores in Messico, i catadores in Brasile, i moscas in Perù. Una realtà che vive ovunque nel continente sudamericano, persone che appaiono nelle grandi città, al tramonto, lavorano tutta la notte aprendo i sacchi d’immondizia e prendendo tutto ciò che è riciclabile: carta, cartone, alluminio, vetro, plastica. Stanno nascendo cooperative per regolarizzare questi cartoneros, con stipendio minimo ed assistenza sanitaria. Nascono leggi per queste situazioni: quali deliri istituzionali. A porre rimedio ad una situazione così grave ci pensa la volontà dell’imprenditoria delle persone che hanno fatto nascere il progetto Eloisa. La fantasia degli artisti cartoneros ha fatto il resto. Copertine di cartone dipinte a mano, una diversa dall’altra, oggetti unici. Sono distribuiti in 30 librerie di Buenos Aires e si possono comprare anche via internet su www.eloisacartonera.com.ar: 5 euro per un minimo di dieci copie, 3 euro e spese di spedizione gratis se l’acquirente è del “Sud del mondo”. Ad oggi sono 80 i titoli di autori latinoamericani distribuiti e 50mila le copie vendute in tutto il mondo.
Per dar voce all’iniziativa, i libri vengono venduti soprattutto per strada, spesso in concomitanza a performance artistiche. Non ci sono altri tipi di finanziamento, solo la vendita diretta, autogestita ed indipendente. Libri che sono pezzi unici, che scalzano le deprimenti usanze del souvenir turistico, appoggiato sul comodino, con la neve che cade sopra la miniatura della città.
Libri per uno scambio culturale, intrecci di vite e racconti. L’esperienza di Eloisa ha dato ispirazione per far nascere un progetto gemello, Sarita, in Perù, casa editrice, da cui la nascita dell’associazione educativa Chusca: un laboratorio di lettura e scrittura creativa, una scuola d’arte. Il progetto comune di Eloisa e Sarita è quello di dar vita ad una rete cartonera internazionale latinoamericana: Cile e Colombia, Bolivia ed Equador stanno già avviando la produzione dei libri. Di prossima produzione, inoltre, il progetto per i cd con copertine di cartone (Eloisa musical) e per una linea d’abbigliamento usato (Eloisa Costurera).
Per far conoscere la realtà del villaggio globale, bisogna far così, far toccare con mano, a chi è abituato alla noia del proprio ricco vivere e della propria presunta onniscienza, la realtà del mondo. Il commercio equo e solidale non ci farà solo mangiare marmellata del Guatemala e ciccolata o caffè dell’Honduras, ma ci farà leggere, confrontare, ci inviterà negli atelier e nei teatri, nelle sale d’arte dell’altra parte del mondo.
L’impegno di queste persone fa vivere la cultura nei quartieri più poveri delle città più povere del mondo, permette ai ragazzi in quotidiana lotta con la povertà di vivere l’arte, fa conoscere un mestiere e dà voce a chi vuol parlare, fa condividere, dà nuovo respiro all’arte.

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