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20 aprile 2006

Europa vs. digital-divide. Il progetto eEurope – i2010

Permettere a tutti i cittadini europei, e specialmente a coloro che vivono in zone rurali e che ne sono esclusi, di accedere, scambiare dati, informarPermettere a tutti i cittadini europei, e specialmente a coloro che vivono in zone rurali e che ne sono esclusi, di accedere, scambiare dati, informarsi e crescere in Internet attraverso la banda larga. Questo è il progetto eEurope – i2010 avviato dall’Unione Europea per colmare il divario digitale. Il progetto parte dal lontano 1999, con eEurope, per la promozione dell’economia digitale e il passaggio ai servizi informatizzati e si sviluppa in i2010 (2005). Anche in Italia, dove il divario digitale è tra i più alti e la new-economy scarsa, il MIT lancia il suo programma di lavoro per far fronte al problema, oltre ad una serie di iniziative complementari, tra le quali ripropone il famoso Vola con Internet (versione 2006), la dematerializzazione della documentazione per l’e-government, il progetto e-Mayor (per l’ausilio alla digitalizzazione dei servizi), etc. Il divario digitale è un bel problema, che investe non solo la sfera tecnico-informativa ma anche – e nella maggior parte dei casi, secondo l’UE – quella socio-culturale e di crescita di un popolo. La Comunità Europea punta il dito, infatti, proprio sull’aspetto legato alla ricchezza e alla differenziazione dei contenuti, alla qualità dell’informazione, alla crescita personale e professionale, allo sviluppo di un welfare che investe ogni singolo utente. “Innovazione e conoscenza”, si legge nei documenti programmatici, “diventano il motore di uno sviluppo sostenibile” e il loro allargamento dipende esclusivamente dalle politiche di inclusione adottate. Dunque: più gente naviga, più i contenuti crescono e migliorano, e insieme a loro la società. Anche dal punto di vista economico il digital-divide costituisce un duro ostacolo. Le cifre parlano chiaro: il 40% della crescita produttiva della Comunità Europea è dovuta all’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione), dato che si riflette nel volume di crescita del PIL di Eurolandia (25 punti percentuale). Ora è facile stimare il valore, in termini di mercato, di Internet, e il problema parallelo del digital-divide. Le nuove tecnologie di erogazione di contenuti, la new-economy, l’e-promotion, la web-communication risentono fortemente di questo gap, che scoraggia le aziende ad investire massiciamente in rete. Con il progetto eEurope – i2010, allora, l’Europa intera pone l’obiettivo principale di promuovere un’economia aperta e competitiva, un world wide web accessibile e veloce, e un miglioramento della qualità, della sicurezza e della multimedialità dei contenuti, che concorrono all’evoluzione della società dell’informazione e della comunicazione globale. Quella società dalla quale molti sono ancora esclusi.

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