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20 aprile 2006

Il Caimano

E’davvero incredibile con quanta lucida consapevolezza Nanni Moretti sia riuscito a rendere ne “Il Caimano”, il suo ultimo e grande “visionario” film,E’davvero incredibile con quanta lucida consapevolezza Nanni Moretti sia riuscito a rendere ne “Il Caimano”, il suo ultimo e grande “visionario” film, l’Italia dei nostri tempi. Perché “Il Caimano” parla anche di noi, delle tante speranze, soprattutto quelle tradite, che abbiamo coltivato in questi lunghi anni di “modernizzazione” del nostro Paese. E per esorcizzare la figura dell’uomo che ha permesso questo “balzo in avanti” (o indietro?), un Moretti politico e intimista, ma non ideologico, ha deciso di regalarci due ore di visioni comiche e malinconiche, venate da un pessimismo che nel finale lascerà tutti senza parole. Perché un buon film non deve essere mai sopra le righe, mai iperbolico, bensì allusivo e sfuggente nei significati che incarna. “Il Caimano” è un classico esempio di “cinema nel cinema”, nel tentativo di sovrapporre storie diverse che diano più chiavi di lettura alle immagini sullo schermo. C’è la crisi d’amore tra Silvio Orlando e Margherita Buy, due genitori in procinto di separarsi definitivamente: l’uno, regista “trash” sommerso dai debiti della sua piccola casa di produzione, l’altra, attrice mancata e cantante a tempo perso. C’è la grinta di Jasmine Trinca, giovane regista desiderosa di girare il suo primo lungometraggio niente di meno che sul “Il Caimano” in persona, ovvero Silvio Berlusconi. E c’è l’Italia, con i suoi “tic” incarnati dai personaggi di contorno, ognuno con il proprio ruolo e il proprio destino, simboli di un Paese sfaccettato e men che meno pacificato, dove il sogno di un uomo può infrangersi contro una società “aliena”, quasi estranea agli ideali comuni. Ma la società siamo noi, sembra suggerirci Nanni Moretti, nella consapevolezza che solo noi, alla fin fine, saremo artefici del nostro futuro: da vivere insieme, con spirito costruttivo, o l’uno contro l’altro, in una perenne “guerra civile”. Un film controverso, insomma, da non perdere.

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