• Google+
  • Commenta
7 aprile 2006

Napoli: Medicina a Scampia

Certe notizie possono giungere alle nostre orecchie come più che insolite…qualcosa di quasi dissonante, eppure non per questo meno piacevo
Certe notizie possono giungere alle nostre orecchie come più che insolite…qualcosa di quasi dissonante, eppure non per questo meno piacevolmente stupefacente. E’ strano sentirsi raccontare di eventi particolari avvenuti in circostanze incredibili, e così è strano, oggi, pensare ad un’università a Scampia. Suona quasi come uno scherzo, l’idea che in uno dei quartieri più difficili di questa difficile città, possa sorgere un complesso universitario. Ed invece è vero. E’ qui, nella zona della “Vela H”, uno dei mostruosi alveari umani, che sorgerà la nuova facoltà di Medicina e Chirurgia, con il corso di laurea in Scienze della nutrizione umana. E non si tratta solo di un sogno, di un miraggio, bensì di un progetto ben concreto, frutto di un accordo siglato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, dal governatore della Campania, Antonio Bassolino, nonchè dal rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Guido Trombetti, e che sarà realizzato con un investimento di 21 milioni 450mila euro. Così sembra quasi di vederselo davanti agli occhi, certo ancora nella fantasia, questo edificio, progettato dall’architetto Vittorio Gregotti; 5 piani, uno spazio di 15000 metri quadrati, 48 aule, un’aula magna, studi medici e laboratori… Si, una vera e propria cattedrale nel deserto, la cui costruzione dovrà essere ultimata entro il 2008, pena la revoca dei finanziamenti, ottenuti con la misura 5.1 dei fondi europei.
Comunque l’idea di un un’unversità a Scampia significa, chiaramente, anche, e principalmente scambio. Dialogo tra Scampia e la città, tra il quartiere ed il mondo, tra la gente ed una zona che generalmente si rifiuta, non si guarda ( da Scampia si distoglie lo sguardo). Eppure in questo luogo degradato e “scomodo”, il complesso accademico porterà circa 2500 studenti, più numerosi professori ed impiegati, insomma, un ambiente eterogeneo invaderà pacificamente il quartiere, variandone probabilmente anche le prospettive future. Praticamente il progetto si poggia anche sull’idea della nuova fermata della Metropolitana, che renderà i collegamenti molto più semplici e veloci. Tutto questo si inserisce in un quadro più generale di riqualifica del quartiere disagiato, il cui obiettivo è ampliarne gli orizzonti, sciogliendo il suo isolamento, stringendo il suo legame con l’intero tessuto urbano di Napoli.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy