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11 aprile 2006

Per un Livorno che scende c’è un’Udinese che sale

Sei punti in sette giorni per ridare ossigeno ad una classifica assai deficitaria e risollevare il morale di una squadra, apparsa finalmente in pa

Sei punti in sette giorni per ridare ossigeno ad una classifica assai deficitaria e risollevare il morale di una squadra, apparsa finalmente in palla. Missione compiuta per l’Udinese targata Galeone, che passa a Livorno grazie ad una prestazione convincente, al cospetto di una squadra apparsa, al contrario, in calo di condizione e convinzione. Toscani aspramente contestati a fine partita, con il presidente Spinelli sulla graticola, reo di aver cacciato, con pessimi risultati, il tecnico Donadoni per far posto al vate delle panchine Carlo Mazzone. 2-0 il risultato finale per i friulani, grazie alle reti di Iaquinta e Natali che, con ogni probabilità, pongono fine alle residue speranze di un piazzamento in zona Uefa e aprono, di fatto, la stagione dei processi a squadra e conduzione tecnica. Capitan Lucarelli, nell’immediato dopo-partita, ha chiamato i propri compagni ad un severo esame di coscienza, affermando la necessità di assumersi, ognuno, le proprie responsabilità fino al termine della stagione. Sarà poi compito della società, quello di valutare l’operato di tecnico e giocatori, e di fare le più opportune valutazioni in sede di mercato. Sul versante friulano invece, si respira aria nuova, con risultati che arrivano e serenità ritrovata. I bianconeri hanno ripreso a marciare nel momento topico della stagione, buon viatico per uscire definitivamente dalle zone calde della classifica. In settimana poi, arriva al Friuli l’Inter per il ritorno delle semifinali di Coppa Italia. Si parte dall’1-0 per gli uomini di Mancini, con la qualificazione ancora in gioco. Galeone è intenzionato a mandare in campo una formazione quasi tipo, lasciando a riposo solo alcuni dei titolari. L’Udinese di campionato ha messo decisamente la freccia, e non è più intenzionata a guardarsi alle spalle.

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