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3 aprile 2006

Pericolo glaciale: Basic Instinct 2

Sharon Stone aveva 34 anni quando, seduta su una poltrona, stretta in un corto abito bianco, accavallò le sue famose bellissime gambe in BasicSharon Stone aveva 34 anni quando, seduta su una poltrona, stretta in un corto abito bianco, accavallò le sue famose bellissime gambe in Basic Instinct.
Pare fosse davvero senza slip e le platee di tutto il mondo, oltre ai poliziotti che nel film la interrogavano, rimasero incantati. Sono passati 14 anni, lei è sempre meravigliosa però è un’altra, con quella liscia bellezza vuota che dà il lifting e anche il tempo.
Questo BASIC INSTINCT 2 è un thriller truculento, molto movimentato, pieno di ambiguità, colpi di scena ed il finale lascia ancora una volta in libertà la pur cattivissima, depravata, crudele, bisessuale, assatanata scrittrice di successo Catherine Tramell (alias Stone).
Non siamo più a Los Angeles ma nella Londra dei grattacieli dei grandi architetti. Catherine è qui per scrivere un altro dei suoi best sellers, ricchi di delitti che i lettori si ostinano ad attribuirle. Forse perché è bionda, ha la voce roca, veste fatale. E se guarda un uomo subito gli propone di andare a letto. Perso il poliziotto Michael Douglas, stavolta è vittima del suo fascino nero lo psichiatra criminologo Michael Glass (l’insignificante attore inglese, David Morrissey), incaricato di studiare se la scrittrice è pazza o criminale: ha provocato un grave incidente con la sua spider, in cui è rimasto ucciso il suo compagno di viaggio, un campione di football che, dietro suo ordine, la stava masturbando.
Lo psichiatra ha già i suoi problemi personali, amplificati quando insorge la sindrome “cimitero”
(v’è una serie di omicidi di persone a lui care), mentre lei, sandali a striscioline col tacco a spillo e gambe spesso spalancate, lo irretisce facendolo spesso precipitare in quella che è di solito definita insana passione ( quale che sia poi quella sana, non si sa!).
Man mano che aumentano i morti nei fotogrammi lo spettatore si convince che l’assassina sia lei, poi si ricrede, pensando che sia chiunque attraversi il film in quel momento.
Gli spettatori maschi attendono invano che la pericolosa scrittrice accavalli le gambe ma la si vede soltanto nuda in una vasca Jacuzzi, dove sapienti getti d’acqua ne preservano il pudore.
E per le femminucce? La conferma che gli uomini adorano sentirsi vittime di donne cattive, bellissime, bionde, in grado di far loro sognare l’indicibile! Non mancano suggerimenti di seduzione, rintracciabili nei giornali rosa: alternare caste camicie bianche ad abiti neri che lasciano seminuda; far proposte oscene fissandolo ironicamente negli occhi; dimostrargli che lo fai ogni volta che ti garba e con chiunque ti garbi; offrirgli lo champagne nella propria bella casa piena di scale, opere d’arte; confonderlo con l’intreccio di realtà e fiction; farlo sentire in pericolo; mostrargli indifferenza; piantarlo in asso quando meno se lo aspetta; fargli cattiverie terribili.
Ma quando ben sarà ridotto ad uno straccio ormai inservibile, che farne?

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