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14 aprile 2006

Un Vangelo in più

In questi giorni si fa un gran parlare di un antico testo agnostico scoperto in Egitto negli anni 70,per lungo tempo scomparso ed ora rinvenuto,intitoIn questi giorni si fa un gran parlare di un antico testo agnostico scoperto in Egitto negli anni 70,per lungo tempo scomparso ed ora rinvenuto,intitolato “Il Vangelo di Giuda”. Questo vangelo è stato trovato in una grotta, sepolta nei secoli dalla sabbia, nei pressi del villaggio di Leh nel Ladak. Gli archeologi ritrovatori lo hanno chiamato Vangelo G, perché in quella grotta il misterioso abitatore, un pastore, poi identificato in Jehuda il Traditore, aveva scritto dappertutto questo segno rimasto incompreso.Sostanzialmente il contenuto del testo muove verso un nuovo tipo di interpretazione riguardo la vicenda evangelica di Gesù,degli apostoli e della passione.
Soprattutto il testo ha come obiettivo principale quello di riabilitare le figura di Giuda.Si sostiene che il suo ruolo svolto,indispensabile al piano divino,debba essere incastonato in un più ampio disegno di redenzione e che,quindi,Giuda non possa considerarsi condannato al fuoco eterno.
A volte ho il sospetto che chi sciorini senza ombra di parsimonia queste esegesi a buon mercato non abbia mai letto le parole di Gesù al riguardo.Nel testo evangelico all’apostolo suicida vengono accostate definizioni che non lasciano dubbi: “demonio”,”ladro”,”sarebbe stato meglio per lui che non fosse mai nato”…Inoltre la sua morte così come viene descritta dagli evangelisti,rispecchia quella che,nella tradizione giudaica,viene definita come”morte dell’empio”.Non parliamo poi dell’ennesima interpretazione da cabaret sulla vita di Cristo e sul suo rapporto con la Maddalena: dopo la giovinezza vissuta in Egitto e in India,si legge nel testo agnostico,Joshua(Gesù) visse la sua avventura esoterica guidato dagli Esseni. Ritornò in Israele con la sua predicazione, i miracoli da illusionista e la sua filosofia pseudo-buddista dell’Amore e della Compassione, per arrivare alla rappresentazione tragica della sua crocifissione, morte e resurrezione. Poi si ritirò in Kashmir, nella Valle dell’Eden, per sviluppare una sua filosofia a contatto con la natura, insieme con l’amante Magdalenne, il figlio Davide, il cognato Lazzaro e Giuda lo Scrivano .
Queste fumose teorie sul presunto rapporto tra il figlio di Dio e la Maddalena fanno il paio con quelle di quell’altra grande mente illuminata di Dan Brown che,per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte,per accontentare femministe e progressisti,e chiunque altro avesse i soldi per comprare una copia del suo libro ha messo in piedi nel suo Codice Da Vinci una strampalata mistificazione della realtà messianica con annesse accuse alla chiesa e all’Opus Dei.
Cosa c’è sotto questa rivalutazione di Giuda? Forse il tentativo di affermare che il peccato non è peccato,il relativismo che con un po’ di fantasia riesce a giustificare qualsiasi cosa.Un giorno qualcuno scriverà un libro per santificare Hitler? Con un minimo di buona volontà si potrebbe attribuire anche al suo olocausto una radice positiva.Dopotutto tra vangeli di Giuda,melisse e codici assortiti,il pubblico dei lettori è oramai pronto a tutto.

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