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6 aprile 2006

Unimore: convegno AIL

L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie ed i linfomi faranno il punto sulla attivL’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie ed i linfomi faranno il punto sulla attività di studio riguardanti l’espressione genica e le malattie emopoietiche. All’argomento dedicato il seminario di giovedì 6 aprile 2006 al Dipartimento di Scienze Biomediche a Modena.

Studi sempre più mirati e specifici sui tumori e sulle numerose forme leucemiche sono alla base delle ricerche dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dell’ AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie ed i linfomi, condotte dal 2001 presso l’Xlab, il laboratorio Genetico di Dna microarray, un complesso di oligonucleotidi sintetizzati su una superficie, che consente di verificare con un unico esperimento quanti e quali geni sono attivi in un tipo cellulare o in un tessuto, qual è il loro livello di espressione e quali variazioni subiscono in condizioni patologiche.

I risultati e le prospettive del laboratorio Xlab saranno presentati nel corso di un seminario che si terrà giovedì 6 aprile 2006 alle ore 9. 45 presso il Dipartimento di Scienze Biomediche (Aula A 5°, via Campi 287 ) a Modena.

Dopo la presentazione dei lavori da parte del Presidente dell’AIL prof. Umberto Torelli, prenderanno parte al convegno il prof. Stefano Ferrari, Preside della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie, la prof. ssa Lucia Catani dell’Istituto di Oncologia ed Ematologia “L&A Seragnoli” dell’Università di Bologna, la prof.ssa Rossella Manfredini ed il prof. Enrico Tagliafico del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, il prof. Alessandro Vannucchi del Dipartimento di Ematologia dell’Università di Firenze, la prof.ssa Ida Caroselli del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, i proff. Fulvio Mavillo, Claudia Gemelli e Sergio Ferrari del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
Questo importante lavoro di ricerca, coordinato dal Dipartimento di Scienze Biomediche e dalla facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Ateneo permette di classificare i tumori in base ai loro profili di espressione e di preparare lo sviluppo di una classificazione molecolare dei tumori che consente di completare con nuove e rilevanti informazioni quella tradizionale, di tipo isto-morfologico.
Si tratta di un nuovo approccio sperimentale per l’identificazione dei geni, collegati al fenomeno della trasformazione e progressione neoplastica. L’analisi con microarray di tumori della mammella, del polmone, del fegato e dei linfomi a cellule B, ha aperto nuove prospettive nella gestione globale del paziente oncologico.
Generalmente il paziente oncologico viene di solito indirizzato ad un dato trattamento dopo una classificazione della malattia secondo una combinazione di criteri diversi: età, dimensioni del tumore, stato dei linfonodi, tipo istologico.

Lo studio dei profili di espressione genica può consentire anche la predizione di una possibile risposta ad una determinata terapia. Come conseguenza, progressi in questa direzione, consentirebbero di selezionare in modo molto mirato i pazienti che potrebbero beneficiare di un dato trattamento e, in questo modo, fornire evidenti benefici sia al paziente sia alla gestione sanitaria.

Altra fondamentale applicazione dei DNA microarray è lo studio della struttura del genoma, detta genotipizzazione. Un dato che è emerso con maggiore chiarezza dai risultati del sequenziamento del genoma umano è la grande frequenza di polimorfismi di singole basi ovvero di diversità da individuo a individuo.

La prospettiva che si intravede è, quindi, quella di calibrare futuri interventi terapeutici al profilo genetico individuale, poiché si ritiene che queste differenze di singole basi possano sottostare alla differenza nella suscettibilità o nella protezione verso molte malattie, specialmente quelle dovute a sistemi multigenici.

Per informazioni visitare il sito www.unimore.it o scrivere a manfredini.rossella@unimore.it oppure a tagliafico.enrico@unimore.it.

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