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12 maggio 2006

BitTorrent e Warner Bros, contro la pirateria online

Lo studio – system ci ritenta: associandosi a BitTorrent, uno dei più popolari programmi di convisione files che utilizza il sistema peer-t

Lo studio – system ci ritenta: associandosi a BitTorrent, uno dei più popolari programmi di convisione files che utilizza il sistema peer-to-peer, la Warner Bros. promette la disponibilità di più di 200 film su Internet, scaricabili ad un prezzo ragionevole. E’ l’ennesimo tentativo di arginare il dirompente fenomeno della pirateria online, che, si dice, manda in rovina case discografiche e cinematografiche, permettendo l’accesso a tutto il materiale digitale già esistente in commercio senza spendere un centesimo.
Il progetto, che dovrebbe partire quest’estate, è per ora disponibile solo negli Stati Uniti, e permetterà agli utenti di BitTorrent di scaricare un film al prezzo di un DVD, o l’episodio di un serial televisivo al prezzo di un dollaro. Tuttavia, si potrà usufruire del materiale scaricato soltanto sul proprio pc: niente possibilità di masterizzarlo e vederlo in un lettore collegato alla TV. La Warner Bros. assicura che se anche solo il 10 o 15% degli utenti dovesse aderire all’iniziativa abbandonando così l’attività illegale, i benefici per l’economia non sarebbero trascurabili.
In principio c’era Napster. Partito con accesso gratuito a tutto il materiale reso disponibile dai suoi server, questo programma è stato ben presto posto sotto il controllo legale. Dopo di lui sono nati innumerevoli altri programmi che mettono in comunicazione i computer di tutto il mondo e permettono lo scaricamento di qualsiasi tipo di file, gratuitamente e quindi illegalmente. Quando qualcuno di essi viene regolamentarizzato, sistematicamente si trovano altre vie per permettere al materiale piratato di proliferare.
La pubblicità che ci propongono al cinema, prima della visione di ogni film, equipara questo fenomeno all’atto che viene normalmente definito furto. In realtà, le dinamiche della pirateria via Internet sono assai diverse, in quanto definitesi in risposta ad un mercato che ha sempre proposto prezzi inadeguati sia al prodotto che alla fascia della popolazione che rappresenta la percentuale più alta della domanda. In fondo, persino la direttrice di Ciak, la rivista di cinema più diffusa in Italia, ha ammesso che i suoi collaboratori scaricano i film da recensire!

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