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2 maggio 2006

Brasile, Argentina, Venezuela e il Gasdotto Sudamericano

S.PAOLO.I presidenti di Argentina, Kirchner, Brasile, Lula, e Benezuela, Chavez, riuniti mercoledi a S.Paolo in Brasile, hanno raggiunto un’intesa s
S.PAOLO.I presidenti di Argentina, Kirchner, Brasile, Lula, e Benezuela, Chavez, riuniti mercoledi a S.Paolo in Brasile, hanno raggiunto un’intesa sul progetto venezuelano del gasdotto sudamericano. Inizialmente destinato a collegare Venezuela e Argentina attraverso il Brasile, il gasdotto sarà esteso anche ad altri paesi sudamericani.
Il presidente venezuelano Chavez ha annunciato l’intenzione di includere nel progetto del gasdotto altri paesi sudamericani, mentre il cancelliere brasiliano Celso Amorim, conferma che la discussione si allargherà ad altre nazioni, in particolar modo alla Bolivia, il paese del cono sur, che dispone delle maggiori riserve di gas naturale, dopo il Venezuela.
il rappresentante brasiliano ha proposto una riunione in settembre, con i rappresentanti di tutti i paesi sudamericani per discutere dei dettagli tecnici e non del progetto.
L’idea del presidente Chavez è quella di realizzare una rete energetica che unisca le reti già esistenti di distribuzione del gas, della zona andina e dei paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay). Per la realizzazione di questo grande progetto non si potrà prescindere dalla Bolivia e dalle sue riserve di gas naturale, che unite a quelle venezuelane, la fornitura di gas fino a fine secolo. Gli studi di fattibilità del gasdotto sono già iniziati, e in questa prima fase non sono stati riscontrati ostacoli particolari. Il presidente venezuelano ha garantito che quest’opera non ha come primo obiettivo il profitto, bensì l’integrazione e lo sviluppo dei paesi sudamericani, dichiarando testualmente che se il Venezuela avesse cercato esclusivamente il guadagno, avrebbe guardato a nord, a Washington, piuttosto che a San Paolo. Tecnicamente si tratterà di una linea di tubi, di circa 8000 kilometri che unirà Puerto Ordaz in Venezuela, con la regione della Patagonia in Argentina. Il costo stimato si aggira tra 20 e 25 milioni di dollari e lo sviluppo è previsto tra il 2009 e il 2017.

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