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8 maggio 2006

Etnologia: la realtà messicana

Continua il ciclo di seminari organizzati dal Laboratorio di Etnologia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che sta affrontando, in uContinua il ciclo di seminari organizzati dal Laboratorio di Etnologia dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia che sta affrontando, in una prospettiva comparativa, tematiche di emancipazione e diritti in realtà sociali “fragili”. Il quarto incontro lunedì 8 aprile 2006 a Modena. Dopo il Rwanda e la Giordania sarà la realtà del Messico occidentale al centro dell’approfondimento.
La dipendenza personale, la subordinazione e il concetto di diritto, analizzati in chiave storico-sociologica, in ambiti di migrazione e in contesti etnografici quali quelli asiatici e africani e latinoamericani, sono i temi al centro del seminario permanente dal titolo “Dipendenza, lavoro, diritti. Prospettive comparative”.

Organizzato dal Laboratorio di Etnologia, diretto dal prof. Fabio Viti del Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura dell’Università di Modena e Reggio Emilia, il ciclo di conferenze, attraverso i punti di vista della sociologia, dell’antropologia, della storia, della filosofia e della politologia si concentra sull’analisi di realtà sociali “fragili” in una prospettiva di emancipazione ed affermazione dei diritti.

Il quarto dei cinque appuntamenti, previsti per il primo semestre del seminario, si terrà lunedì 8 maggio 2006 alle ore 15,30 presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio e della Cultura (largo S. Eufemia,19) a Modena, con la partecipazione del dott. Francesco Zanotelli dell’Università di Siena, che parlerà della realtà messicana in un intervento dal titolo “Dall’aiuto al debito: vincoli familiari e strategie della dipendenza comunitaria nell’Occidente messicano”.
Il dott. Francesco Zanotelli proporrà un’analisi sulla realtà del Messico occidentale, sui legami e sui rapporti di forza che si instaurano attorno alla circolazione monetaria. Al centro dell’interesse sarà il denaro, e la sua capacità, da un lato, di consolidare vincoli di disparità gerarchica e sessuale – nelle famiglie di stampo fortemente comunitario, tra le generazioni più anziane e quelle più giovani e nei rapporti uomo e donna – e dall’altro, nelle forme comunitarie esterne a quelle familiari (associazioni, gruppi di lavoro), di favorire l’individualità e la libera iniziativa.

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