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8 maggio 2006

Fabio Cinti, live at The Place

“Fabio Cinti e le nuove logiche, mercoledì 3 maggio h. 22,30 The Place”, recita la locandina che ho ricevuto via email (sono iscritto alla

“Fabio Cinti e le nuove logiche, mercoledì 3 maggio h. 22,30 The Place”, recita la locandina che ho ricevuto via email (sono iscritto alla newsletter di Fabio).
Non immaginavo il peso di quelle “nuove logiche”, presenti nel volantino; non potevo certo aver chiaro il motivo dell’utilizzo di quell’espressione…
Tuttavia, dopo qualche mese dall’ultima volta che mi è stata offerta l’opportunità di ascoltare dal vivo il cantautore romano, sono stato ben contento di recarmi presso il prestigioso locale capitolino, sito al civico 27 di Via Alberico II, a due passi da Castel Sant Angelo.
“The Place” è davvero un ritrovo delizioso per chi (come il sottoscritto) ama la buona musica, sia per l’offerta musicale proposta, sia per la qualità del suono, decisamente superiore a moltissimi pub/discopub dove si suona dal vivo.
Il palcoscenico in questione è stato calcato non soltanto da artisti “classici“ del calibro di Bruno Lauzi, James Senese o Nicola Arigliano, ma anche da autori di culto più recenti, come Simone Cristicchi o Davide Van De Sfroos.
La politica del locale è chiara: spazio ai nuovi talenti, all’avanguardia musicale di qualità; ma sempre nel rispetto della migliore tradizione italiana ed estera.
Appena arrivato, con qualche minuto di anticipo rispetto all’inizio del concerto, mi sono andato a congratulare con Fabio per esser riuscito a salire su quel palco.
Successivamente mi sono intrattenuto con Paolo (Sturniolo, il bass player “tuttofare” del combo) a discutere sugli sviluppi che ha preso la proposta musicale del nostro comune amico.
I ragazzi sono saliti sul palco poco dopo le 23,00, dopo l’esibizione del cantante e compositore romano Emiliano Deferrari, che in perfetta solitudine ha aperto la serata con un ora di ottima musica, alternandosi alla chitarra acustica ed elettrica, proponendo brani tratti dall’ultimo lavoro, che non a caso si chiama “SO_LO”, ed alcuni “oldies but goldies”.
Dopo qualche minuto di intervallo, dovuto al cambio palco, Fabio ha raggiunto il fido campionatore, posto al centro dello stage, per dare inizio alla sua performance.
Tutto mi aspettavo tranne di assistere a quella che reputo una vera e propria svolta stilistica, per quanto concerne la proposta musicale del cantautore.
E’ anche vero che, dato l’ambiente e la formazione insolita (violoncello elettrico, campionatore, pianoforte, tastiera e voci) non poteva certo venir fuori un concerto punk… ma la prima cosa che abbiamo dovuto constatare è stata la schiacciante vittoria della vena elettro-pop di Fabio su quella più cantautorale e rock, cui eravamo stati abituati, sin dai primi live-act a cui abbiamo assistito in passato.
Come già anticipatomi da Paolo, ben poche sono le canzoni rimaste dal “vecchio” repertorio, e peraltro rese quasi irriconoscibili dai nuovi arrangiamenti elettronici e direi futuristi.

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