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2 maggio 2006

Genova: sgozzata nel centro storico

La notte del 27 aprile, in una strada del centro storico genovese, vico Vegetti, è stato trovato il cadavere di una ragazza. A provocare la morLa notte del 27 aprile, in una strada del centro storico genovese, vico Vegetti, è stato trovato il cadavere di una ragazza. A provocare la morte della giovane, è stata una ferita alla gola inferta con una lama o più probabilmente con un coccio di vetro. Le prime ore dopo il delitto sono passate con l’esigenza di dare un’identità al corpo della donna. Grazie al lavoro degli inquirenti la ragazza ha un nome: si tratta di Luciana Biggi, 36 anni del quartiere Teglia. A riconoscerla la sorella gemella.
Le indagini hanno portato al fermo di un uomo di trenta anni, originario di Gorreto, un paese in provincia di Genova, ed ex fidanzato della vittima. Il fermato non ha confessato l’omicidio, per i momento ha solo ammesso di aver frequentato la donna, ma negli ultimi tempi il rapporto si era fatto sempre più difficile ed era costellato da litigi. Dopo l’interrogatorio, il giovane è stato riaccompagnato a casa, in quanto pur essendo per il momento l’unico indiziato, non sono emersi elementi tali da giustificare il suo arresto. Gli inquirenti però, hanno lasciato trapelare la notizia che il trentenne sia caduto più volte in contraddizione e non abbia chiarito alcune questioni.
Nell’immediatezza si era ritenuto che fosse stata vittima di un aggressione per rapina, tanto che sabato e domenica gli abitanti dei caruggi genovesi hanno dato vita a una serie di presidi spontanei per “riprendersi” la città vecchia dalla morsa della criminalità. La pista della rapina è stata presa in considerazione a causa della presenza nel quartiere di varie bande criminali, dedite sia allo spaccio di sostanze stupefacneti che alle aggressioni a scopo di rapina. Questura, prefettura e comune di Genova hanno comunque confermato che la vigilanza nel centro storico verrà potenziata nonostante le carenze d’organico delle forze dell’ordine ed è allo studio un incremento del numero delle telecamere per la videosorveglianza già installate nel quartiere.
La giovane, prima di venire assassinata, ha usato tutte le sue forze per difendersi dall’ aggressore riportando due ferite, una alla mano e l’altra sull’ avambraccio. Biggi, scomparsa da casa da due giorni, abitava con la madre e la sorella gemella a Teglia, in Valpolcevera. Attualmente disoccupata, svolgeva di tanto in tanto lavori come centralinista in alcune emittenti televisive locali e come istruttrice di fitness in alcune palestre cittadine.

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