• Google+
  • Commenta
12 maggio 2006

Il Boss è tornato

Ad un anno di distanza dall’ultimo album “Devils and Dust”, Bruce Springsteen ha pubblicato “We shall overcome: The Seeger Sessions”, un accorato tribAd un anno di distanza dall’ultimo album “Devils and Dust”, Bruce Springsteen ha pubblicato “We shall overcome: The Seeger Sessions”, un accorato tributo ad uno dei maggiori folksinger americani. E’ incredibile con quanta passione il rocker del New Jersey si sia lanciato in questa nuova avventura alla riscoperta di un artista come il folksinger Pete Seeger, uno dei tanti padrini di quella musica country che nell’America contadina del primo Novecento ha rappresentato l’anima più genuina dei suoi abitanti. Fa piacere guardarsi intorno e vedere che ci sono ancora artisti pronti a mettersi in gioco dopo decenni di onorata carriera, e il Boss ne è un esempio. Un musicista come uno scrittore, un poeta come un regista, hanno il sacrosanto dovere di ripensare alla loro “vocazione”, evitando di fossilizzarsi in ruoli che troppo spesso la società di massa con le sue simbologie spicciole ci impone. Bruce Springsteen, che in passato tante volte si è immolato sul palco del rock “duro e puro”, ritorna dunque alle sue radici, consapevole dei retaggi folk provenienti dal passato americano. “Cresciuto a suon di rock’n’roll, conoscevo poco la musica di Pete e la profondità della sua influenza”, ha scritto il Boss nel libretto allegato all’album; “Così sono entrato in un negozio e ne sono uscito con un mucchio di dischi di Pete Seeger sotto il braccio. I giorni seguenti trascorsi nell’ascolto di quei dischi, la forza di quelle canzoni, la loro ricchezza e il loro potere, mi hanno fatto cambiare idea sulla folk music”. Ed è questa la sfida del Boss, farci cambiare idea, renderci partecipi, magari per la prima volta, di una musica mai ascoltata, abituati troppo spesso dalle radio ad altri generi musicali. E l’occasione questa volta ce l’abbiamo con “We shall overcome: The Seeger Sessions”, un album intenso e sincero dove il set acustico di chitarre, armonica, fiati, banjo, violini, organi e batteria danno il senso di un passato che, riveduto e corretto alla maniera di Bruce Springsteen, ridiventa protagonista di sonorità antiche e moderne al tempo stesso. “Musica da strada, musica da camera, musica da taverna, musica selvaggia, musica da circo, musica religiosa: c’era tutto in quelle canzoni, alcune con più di cent’anni”, ha dichiarato il Boss. “E’ stata come una corsa sulla giostra del luna park, è stato un modo per tornare indietro all’informalità, alla libertà, all’eclettismo dei primissimi anni della mia musica per poi andare avanti”. E noi, immersi in un vortice di storie di uomini e donne, perdenti o vincenti poco importa, in un tripudio di musica suonata rigorosamente dal vivo come ogni jam session che si rispetti, rivolti all’indietro rispettosi di un passato duro a morire e fonte di inesauribile ispirazione per le generazioni future.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy