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3 maggio 2006

L’Ara Pacis torna a vedere la luce

Finalmente dopo ben sette anni, i romani possono riavere uno dei monumenti più amati della città. Nonostante anni di polemiche, critic
Finalmente dopo ben sette anni, i romani possono riavere uno dei monumenti più amati della città. Nonostante anni di polemiche, critiche e lavori interrotti, il 21 aprile 2006 , in occasione del Natale di Roma, il sindaco Veltroni ha ufficialmente inaugurato la nuova struttura che ospita l’Ara Pacis. La nuova teca progettata dall’architetto Richard Meier è fatta in marmo di Tivoli, colonne d’acciaio ricoperte di vetroresina la sostengono. E’ possibile ammirare l’Ara dai marciapiedi del Lungotevere grazie alle grandi vetrate fatte in doppio cristallo, le quali proteggono l’altare anche dai terremoti. Il complesso comprende anche una sala conferenze e un auditorium (non ancora ultimati), una biblioteca, spazi per uffici amministrativi e una zona ristoro.
L’Ara Pacis Augustae nacque nel 9 a.C. per commemorare le vittorie di Augusto in Spagna e in Gallia. Rappresenta una delle più significative testimonianze dell’arte augustea, i suoi frammenti vennero per la prima volta alla luce nel 1568 in corrispondenza di Palazzo Fiano, tre secoli dopo fu recuperato il rilievo di Enea. Ma solamente nel 1938 furono ricomposte tutte le parti e l’altare fu collocato tra il fianco del Mausoleo di Augusto e il Lungotevere. L’ara è formata da un recinto rettangolare elevato su un podio, lungo i lati si aprono due porte attraverso le quali, salendo una scala, si accede all’altare vero e proprio. Dall’esterno sui lati lunghi si possono ammirare le rappresentazioni del Lupercale, la grotta dove la lupa avrebbe allattato Romolo e Remo, ed il sacrificio di Enea ai Penati. Mentre sui lati brevi è raffigurata la processione per il voto dell’ara, con l’ intera famiglia imperiale, Augusto, Agrippa, Giulia, Tiberio. L’altare è decorato sullo zoccolo con personaggi femminili, e sul fregio vi è la raffigurazione di un sacrificio con le Vestali ed il pontefice massimo.
Chi viene in visita a Roma ma anche chi vi abita non può perdersi questo capolavoro dell’architettura romana, per chiunque sia interessato l’ingresso costa 6,50 euro, gli orari, i giorni di chiusura e le riduzioni studenti sono le stesse degli altri musei romani.

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