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30 maggio 2006

Profili di costituzionalità della cessione del credito

Con una recente ordinanza la Corte Costituzionale ( 10 marzo 2006) è stata chiamata a pronunciarsi su di una questione piuttosto delicata c

Con una recente ordinanza la Corte Costituzionale ( 10 marzo 2006) è stata chiamata a pronunciarsi su di una questione piuttosto delicata che riguarda i profili di compatibilità tra la fattispecie di cessione del credito e i diritti di cui è portatore il debitore nell’ambito degli interessi su cui si fonda la nostra Carta Costituzionale.

In particolare è stata analizzata la problematica circa la possibilità che al debitore venga riconosciuta la facoltà di non veder mutato il soggetto attivo del rapporto creditizio.

Le ragioni che sono state poste alla base delle richiesta presentata alla Consulta riguardano le problematiche sottese al diritto della privacy, per cui il debitore potrebbe avere un interesse a non far conoscere ai terzi la propria situazione debitoria.

Inoltra si stà diffondendo la prassi per cui le banche cedono a società finanziarie i propri crediti, come nella fattispecie in esame nell’ordinanza, e tali società sono solitamente animate da intenti fortemente speculative a differenza delle prime.

Nell’analizzare la fattispecie bisogna risalire alla situazione giuridiche che ne costituisce il presupposto.

Le fattispecie giuridiche di vantaggio si distinguono anche in base a quello che ne può costituire l’oggetto e cioè può trattarsi di un bene materiale od immateriale, oppure un comportamento umano che può consistere in una prestazione di carattere positivo o negativo ( fare o non fare alcunché).

Nel primo caso rientriamo nella categoria dei beni assoluti in quanto sono opponibili a chiunque mentre nel secondo ci troviamo in presenza dei cd diritti relativi, caratterizzati dalla circostanza per cui possono essere fatti valere esclusivamente verso specifici soggetti che si vengono a trovare in una situazione di valore passivo, definita appunto debitoria.

La distinzione si riflette sul relativo regime di circolazione, ed in particolare per quanto concerne i diritti relativi o di credito l’art. 1260 c.c. richiede, in via generale, quale presupposto di efficacia che al debitore sia notificata la cessione a mezzo di ufficiale giudiziario oppure che costui l’abbia accettata.

A sua volta il creditore deve garantire verso l’acquirente circa l’esistenza del credito e la solvenza del debitore, salvo patto contrario.

La circostanza che si tratta di una rapporto astratto per cui non assume rilevanza la funzione fondante dell’operazione, fa si che la cessione del credito abbia ricevuto una notevole diffusione dei rapporti commerciali in quanto è strumentale ad una moltitudine di fattispecie.

Da tale analisi la Consulta ne ha dedotto la sicura costituzionalità della norma ( art.1260 c.c.) che riconosce una valenza a carattere generale della fattispecie di cessione del credito, anche a prescindere dal consenso del soggetto passivo.

Le motivazioni di fondo dell’ordinanza riguardano il definitivo riconoscimento del rapporto obbligatorio quale situazione oggettiva ed avulsa dalle singole situazioni soggettive che ne rappresentano gli elementi relativi, in particolare per quanto concerne l’elemento economico di sicura oggettività, quale è il denaro.

In particolare per il debitore non fa alcuna differenza verso quale soggetto deve svolgere la prestazione richiesta, considerata la neutralità dell’oggetto del suo obbligo.

Inoltre la fattispecie di cessione del credito svolge una funzione importante nell’ambito dei rapporti di impresa in quanto consente alle società di ottenere l’immediata liquidazione di un proprio credito non ancora scaduto, anche a costo di rinunciare ad una parte delle proprie spettanze; contemporaneamente le società specializzate nel recupero dei crediti ne ottengono una fonte di guadagno in cambio di un non immediata liquidazione.

Le posizioni debitorie vengono a trovarsi in una situazione di inferiorità rispetto a quelle dei suo aventi causa che realizzano interessi metaindividuali quali sono quelli della ottimizzazione degli scambi commerciali.

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