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13 maggio 2006

Riciclo o riuso dei pneumatici

Riuso e riciclo sono due aspetti da tenere in debita considerazione.
Da uno studio dell’AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici)

Riuso e riciclo sono due aspetti da tenere in debita considerazione.
Da uno studio dell’AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) risulta che il nostro Paese
è indietro nell’uso di pneumatici ricostruiti: l’Italia sarebbe, ad esempio, ferma al 35% nel trasporto pesante mentre gli Stati Uniti arriverebbero al 50%. I pneumatici ricostruiti, in particolare per il trasporto pesante, hanno costi inferiori, e davvero convenienti, se paragonati a quelli dei pneumatici nuovi e sono assolutamente affidabili. Ai sensi delle norme europee (Ece Onu 108 e 109), i pneumatici ricostruiti devono essere sottoposti ai medesimi controlli di quelli nuovi. E’ consigliabile acquistare solo copertoni ricostruiti che siano conformi alle norme Ece Onu 108. Tale norma regola sia il controllo di resistenza sia quello dell’affidabilità dei pneumatici. Nei pneumatici ricostruiti deve essere cancellato il marchio di omologazione originale ECE-ONU/UE: al suo posto dovrà essere apposto, oltre alla marchiatura RETREAD, un marchio specifico che fa riferimento al Regolamento ECE-ONU n. 108.
L’uso di pneumatici ricostruiti comporterebbe anche un notevole apporto alla salvaguardia dell’ambiente: se per la produzione di un pneumatico nuovo vengono impiegati tra i 20 e i 28 litri di petrolio, per un pneumatico ricostruito il consumo si riduce a circa 5,5 litri. Dal punto di vista ambientale è sicuramente un dato positivo, senza contare la necessità, in caso contrario, di dovere smaltire una notevole quantità di “rifiuti” in discarica o mediante incenerimento.
Paragonato alla produzione di un pneumatico nuovo, questo procedimento di riciclaggio consente un risparmio di ben il 70% di energia.
I pneumatici sono, in genere, costituiti da gomma, acciaio e fibra. I due componenti più presenti sono gomma e acciaio: la prima è presente per circa il 70%, il secondo per il 25-30% (le percentuali delle varie frazioni variano soprattutto in base al tipo veicolo per i quali sono stati progettati e costruiti). Proprio la presenza di questi componenti permette di rendere vantaggioso il riciclo dei pneumatici fuori uso: si ottengono, tra gli altri, granulati e polverini di gomma. La gomma viene ridotta nella granulometria idonea a consentirne il reimpiego nella mescola utilizzata per la produzione dei manufatti di gomma.
Ricordiamo: recuperare non consente solo la riduzione degli oneri connessi con il deposito e lo smaltimento o quelli legati alla produzione ma, e questo sarebbe bello fosse l’aspetto che venisse considerato maggiormente, permette di ridurre il notevole impatto ambientale che, purtroppo, hanno sempre più le attività antropiche.

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