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17 maggio 2006

Verona: il Museo di Castelvecchio compie ottant’anni

Il Museo di Castelvecchio compie ottant’anni. A dispetto dello stereotipo che vuole i musei immobili e polverosi (smentito su scala mondiale dalla strIl Museo di Castelvecchio compie ottant’anni. A dispetto dello stereotipo che vuole i musei immobili e polverosi (smentito su scala mondiale dalla straordinaria ondata di nuove architetture museali all’inizio del secondo millennio), sono stati otto decenni di vivace dinamismo museografico e museologico.
L’affascinante e fantasioso castello audacemente ricavato nel 1926 da una caserma diruta da Antonio Avena – interprete e suggeritore di una fortissima determinazione del Comune sostenuta dall’intraprendenza edificatoria del primo decennio dell’amministrazione fascista – è stato teatro di eventi storici cruciali, ha subito gravissimi danni nell’ala orientale dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, è stato ricomposto e riaperto nel 1947. Meno di dieci anni dopo, un sindaco lungimirante, Giorgio Zanotto e un direttore poco più che trentenne, Licisco Magagnato, intrapresero un radicale restauro del monumento ed una profonda revisione delle collezioni e delle modalità espositive, scegliendo di affidarli a quello che il tempo avrebbe confermato come il migliore architetto veneto ed uno dei primi italiani ed europei in campo museale del Novecento: Carlo Scarpa.
L’autorevolezza e la visione del suo direttore fecero di Castelvecchio, centro dei musei d’arte della città di Verona, un punto di riferimento appartato ma determinante anche per la politica dei beni culturali nel nostro paese.
A dieci anni di distanza dal restauro della torre di nord est per farne la sede del Gabinetto Disegni e Stampe e dei fondi librari di Piero Gazzola e di Europa Nostra/IBI, reso possibile da Giacomo Galtarossa per conto degli Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d’Arte di Verona, fervono ancora i lavori nel maniero scaligero. Il Comune di Verona è infatti impegnato in un intervento delicatissimo e oneroso – vista la complessità del monumento – di messa a norma e potenziamento degli impianti, nel restauro e recupero della torre dell’Orologio (ancora con l’aiuto degli Amici dei Musei) e dell’annesso giardino pensile, nella collocazione della statua equestre trecentesca di Mastino II della Scala, nella riapertura al pubblico del tratto dei camminamenti di ronda compreso tra la torre del mastio e quella dell’Orologio. Ciò andrà a aumentare significamente l’attrattività del museo che nel 2005 ha ricevuto 92.000 visitatori, collocandosi come primo per frequenza di pubblico tra i musei dell’unica città italiana inserita per l’interezza del suo centro storico nella lista dei patrimoni dell’Umanità stilata dall’UNESCO, che vede i suoi ‘fruitori’ prediligere monumenti come l’Arena e la Torre dei Lamberti o siti letterari come Casa di Giulietta. Molti di essi, in quanto studenti o nuovi cittadini veronesi, hanno usufruito delle proposte della Sezione Didattica.
Su questo operoso cantiere si innesta l’ampio raggio delle attività finanziate dalla Regione del Veneto nel quadro del Progetto Carlo Scarpa promosso dal Comitato paritetico Stato-Regione per la Conoscenza e la Valorizzazione dell’opera di Carlo Scarpa e dal Comitato Nazionale istituito dal Ministero per i Beni e le attività Culturali nella ricorrenza del primo centenario della nascita dell’architetto veneziano (1906-2006). Tra tali attività vi sono il rilievo dell’intero castello (strumento indispensabile di ogni sviluppo futuro) e il restauro dello straordinario intervento condotto a termine da Scarpa nella sua prima e più importante fase nel 1964 e poi proseguito sino al 1976. E poi ancora la digitalizzazione e la pubblicazione a stampa, presso l’editore Marsilio, a cura di Alba Di Lieto, del catalogo I disegni dI Carlo Scarpa per Castelvecchio di proprietà dell’istituto civico veronese. Il volume sarà presentato in Castelvecchio il prossimo 29 maggio alle ore 17. Intanto la Regione ha acquistato e depositato al Museo di Castelvecchio un migliaio di elaborati progettuali scarpiani ancora presenti in collezioni private e ha finanziato, insieme con il Comune di Verona, il recupero funzionale della torre di sud est, da destinare a sede veronese del Centro Carlo Scarpa.
Per il grande pubblico l’appuntamento è con week-end di visite a 30 opere di Scarpa dal Veneto alla Sicilia programmato il 2, 3, 4 giugno.
Ma non è tutto. La Direzione del museo è infatti impegnata nella preparazione della grande mostra Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500, che aprirà i battenti al palazzo della Gran Guardia il 16 settembre, sino al 14 gennaio 2007, preannunciandosi, accanto alle mostre ‘sorelle’ di Padova e Mantova, come un vertice della tradizione espositiva di qualità e profondo legame col contesto artistico veronese portata innanzi negli anni da Castelvecchio. L’apertura, prevista nella primavera 2007, del Centro espositivo dei Palazzi Scaligeri offrirà spazi adeguati e stimoli al dispiegarsi di un sempre più coerente piano di mostre anche d’arte antica.
Non appena riuscirà ad attuarsi la decisione strategica dell’Amministrazione di ampliare le funzioni del Museo di Castelvecchio nella vicina palazzina del Comando dell’Arsenale Austriaco – che dovrebbe accogliere la grande Biblioteca d’Arte, il Gabinetto Disegni e Stampe e la ricca Sezione Numismatica, nuove gallerie dedicate alla pittura del Seicento e del Settecento e il Museo del Risorgimento – si potrà veramente essere certi che uno dei più preziosi e intraprendenti musei civici italiani avrà mantenuto l’appuntamento con la Storia e con la sua storia ’ottuagenaria’ di conservazione, ricerca, e valorizzazione del patrimonio culturale e di accoglienza del pubblico.

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