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25 giugno 2006

1946-2006: “La Sapienza” celebra i sessant’anni del voto alle donne

Correva l’anno 1946. Era il 2 giugno, una data storica: gli italiani votano il referendum popolare per decidere tra monarchia e repubblica: il 54,3% dCorreva l’anno 1946. Era il 2 giugno, una data storica: gli italiani votano il referendum popolare per decidere tra monarchia e repubblica: il 54,3% degli elettori sceglie la repubblica e sancisce la fine della monarchia. Era la prima volta che, con l’introduzione del suffragio universale, le cittadine italiane conquistavano i pieni diritti politici, segnando di fatto un passaggio fondamentale nel progresso civile e democratico del Paese. A sessant’anni da quel periodo, l’università “la Sapienza” di Roma, con il patrocinio della Regione Lazio e del comitato nazionale “Donne della Repubblica”, organizza un convegno nazionale per promuovere una riflessione sulla storia e sull’attuale condizione femminile nella politica italiana. Il convegno che si terrà il 27 e il 28 giugno alle ore 9,00 nell’Aula Magna a Piazzale Aldo Moro sarà un’occasione importante per riflettere sul percorso che ha portato le donne alla conquista dei diritti civili e politici, e sulla presenza femminile nella scena politica dal dopoguerra fino ai giorni nostri.
All’incontro, presenziato dal Rettore Guarini, interverranno il Ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, l’Assessore della Regione Lazio per l’Istruzione e la Formazione Silvia Costa, l’Assessore della Regione Lazio per il Lavoro e per le Pari Opportunità Alessandra Tibaldi. Introduce e presiedere i lavori la Delegata del Rettore per le Pari Opportunità Prof. Marisa Ferrari Occhionero.
La ricorrenza dei sessant’anni dal suffragio universale diventa un momento importante per una discussione sui diritti civili e politici, in quadro aperto al confronto con le altre realtà europee e mondiali. Sarà un percorso storico, ma anche e soprattutto un cammino politico, civile, sociale sulle grandi conquiste giuridiche e sulle contraddizioni insite nelle grandi democrazie odierne.

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