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13 giugno 2006

Basta una “spugna” per la psoriasi

L’Istituto di chimica biomolecolare (Ibc) del CNR di Pozzuoli (provincia di Napoli) sta sperimentando un composto chiamato avarolo, sostanza prove

L’Istituto di chimica biomolecolare (Ibc) del CNR di Pozzuoli (provincia di Napoli) sta sperimentando un composto chiamato avarolo, sostanza proveniente dalle spugne in grado di produrre composti con elevata attività antivirale, antimicrobica e citostatica che potrebbero corrispondere a nuove soluzioni di cura per la psoriasi. L’avarolo presenterebbe interessanti proprietà farmacologiche e data la bassa tossicità ed una importante attività antibatterica, viene già venduta come cosmetico efficace nelle dermatiti non specifiche. Recentemente, presso il CNR è stato sottoposto un volontario con psoriasi al trattamento con crema a base di avarolo (1%). I risultati sono stati sbalorditivi, dopo due cicli d’applicazione di circa 15 giorni, la pelle del paziente risultava normale ed i sintomi di psoriasi sono scomparsi per due anni senza alcun effetto collaterale. La scoperta potrebbe essere applicata, in un futuro prossimo, al resto della popolazione affetta da patologie similari. Il 6% degli italiani soffrirebbe di psoriasi, malattia autoimmunitaria che, a volte, contribuisce ad un marcato isolamento dalla vita sociale, provocato soprattutto dal danno estetico evidente.

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