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16 giugno 2006

Catanzaro: diagnosi precoce del tumore al seno

Diagnosi precoce del tumore al seno: identificata da un gruppo di ricercatori dell’Università Magna Graecia una nuova proteina coinvolta ne

Diagnosi precoce del tumore al seno: identificata da un gruppo di ricercatori dell’Università Magna Graecia una nuova proteina coinvolta nel processo di genesi del cancro

Un nuovo meccanismo di difesa contro il cancro della mammella sarà possibile grazie all’identificazione di una proteina coinvolta nella genesi del tumore.

La scoperta, pubblicata nel mese di maggio scorso sulla rivista scientifica statunitense Cancer Research, è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, coordinato dal dottor Antonio Brunetti.

Il gruppo di ricercatori, che lavora presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica “G. Salvatore” dell’Ateneo catanzarese, ha identificato, infatti, un nuovo gene (AP-2alfa), in grado di definire un marker utile per la diagnosi precoce della malattia e quindi di individuare un bersaglio preciso su cui indirizzare la terapia antitumorale.

“Nello studio condotto – spiega il dottor Brunetti- utilizzando cellule di cancro mammario umano, nonché frammenti di tessuto neoplastico prelevato dalla mammella di pazienti donatrici sottoposte ad intervento chirurgico per la rimozione del tumore, è stato possibile chiarire per la prima volta i meccanismi molecolari realmente responsabili dell’iperespressione del recettore insulinico nel cancro della mammella. Sviluppando ricerche già pubblicate in precedenza, – evidenzia il dottor Brunetti – abbiamo dimostrato che uno dei possibili meccanismi di induzione del tumore coinvolge il gene che codifica per la proteina nucleare AP-2alfa un noto fattore di trascrizione, la cui espressione è risultata significativamente più alta nelle cellule tumorali rispetto alle cellule sane di controllo; a questo dato è stato attribuito un preciso significato biologico nella genesi e nello sviluppo del tumore. È stato dimostrato, infatti, – conclude Brunetti- come un aumento della proteina AP-2alfa sia in grado di determinare un aumento dell’espressione genica del recettore dell’insulina nelle cellule e nei tessuti di cancro mammario, innescando quindi il processo di carcinogenesi attraverso l’iperattivazione delle normali vie di trasmissione dei segnali ormonali e proliferativi, in genere represse o poco attive.”

Fino ad oggi, il meccanismo molecolare responsabile dell’aumento del recettore insulinico nel cancro della mammella non era ancora stato definito e tutti i tentativi fatti in precedenza di trovare una spiegazione si sono dimostrati poco attendibili. L’interazione di questa proteina con l’insulina rappresenta, infatti, un punto chiave nella catena degli eventi biologici che caratterizzano la vita cellulare.

Un motivo di grande soddisfazione per l’Università Magna Græcia di Catanzaro, lanciata ormai con forza nella ricerca di eccellenza in diversi settori strategici dell’area biomedica, grazie al dispiegamento di notevoli risorse e professionalità, per dare risposte concrete in termini di medicina di qualità. Tali risultati dimostrano ancora una volta le capacità innovative e l’alta produttività scientifica dell’Ateneo catanzarese in un settore di ricerca di fondamentale importanza come quello relativo alla cura dei tumori.

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