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19 giugno 2006

Colonizzando Marte

“Se gli esseri umani riusciranno a non auto-annientarsi nei prossimi 100 anni, sicuramente possiederanno stazioni spaziali indipendenti dalla Terra. P“Se gli esseri umani riusciranno a non auto-annientarsi nei prossimi 100 anni, sicuramente possiederanno stazioni spaziali indipendenti dalla Terra. Per la razza umana e per la sua sopravvivenza è importante dislocarsi nello Spazio. La vita sulla Terra è difatti costantemente minacciata dal riscaldamento globale, dalle guerre nucleari, da attacchi di virus geneticamente modificati e da innumerevoli altri pericoli a oggi ignoti”. Chi lo afferma è il famosissimo scienziato Stephen Hawking, sessantaquattrenne astrofisico britannico, affetto da una grave forma di sclerosi laterale amiotrofica che lo immobilizza su una sedia a rotelle. Lo scienziato ha manifestato il proprio pensiero in occasione di un congresso recentemente svoltosi a Hong Kong. La specie umana, secondo Hawking, per preservarsi, dovrebbe costruire entro i prossimi 20 anni una stazione permanente sulla Luna ed, entro i successivi 40, anche su Marte. La conferenza di Hong Kong ha avuto il consueto successo, che puntualmente si verifica ogni qual volta l’astrofisico britannico manifesti pubblicamente il suo pensiero. Hawking, già autore del best seller “La breve storia del tempo”, che dal 1988 ha venduto più di 10 milioni di copie, ha inoltre annunciato la prossima pubblicazione del suo nuovo libro. Si tratta di un manuale di scienze per bambini con lo scopo di semplificare la cosmologia, la teoria del Big Bang e quella dei “buchi neri.

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