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1 giugno 2006

Firmata la grazia a Bompressi

E’ stata firmata dal presidente Giorgio Napolitano la libertà di Ovidio Bompressi.
Il 31 maggio il presidente della Repubblica ha siglato

E’ stata firmata dal presidente Giorgio Napolitano la libertà di Ovidio Bompressi.
Il 31 maggio il presidente della Repubblica ha siglato l’atto di grazia, poi controfirmato anche dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella. E così è ora del tutto libero l’ex esponente di Lotta Continua, fino ad oggi agli arresti domicliari. Nel gennaio 1997 era stato condannato a più di 19 anni di carcere per l’omicidio del commissario Calabresi, avvenuto il 17 maggio 1972, ma a causa delle sue precarie condizioni di salute il tribunale di sorveglianza di Genova aveva applicato questo sconto della pena. L’episodio risulta piuttosto significativo, sopratutto se si ricorda il veto recentemente posto dall’ex ministro della Giustizia, il leghista Castelli, alla proposta di grazia proveniente dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La Corte Costituzionale ha stabilito, comunque, giungendo con una sentenza del 3 maggio scorso alla conclusione di una lunga disputa interpretativa, che il ministro della giustizia non può porre un veto alla grazie decisa dal capo dello stato. E così…via libera.
Le reazioni politiche all’evento sono state varie, e subito si è riaperto il dibattito sulla grazia al Leader di Lotta Continua, Adriano Sofri. Il ministro Mastella ha rilasciato dichiarazioni favorevoli, in proposito, ricordando che anche Sofri ha avuto diversi problemi di salute, a fine novembre era stato ricoverato nel novembre scorso per un’estesa lacerazione all’esofago.
Per quanto riguarda la famiglia Calabresi, fiduciosa nelle istituzioni, a quanto pare era contraria alla grazia solo nel momento in cui questa si poneva come atto di correzione determinato da chi riteneva l’incarcerazione di Sofri e Bompressi un errore giudiziario. Mastella ha comunque specificato che andrà a parlare con la famiglia del commissario assassinato 34 anni or sono per spiegar loro che l’atto “non attiene alla categoria del perdono, ma a quella della semplice umanità, essendo Sofri una persona molto malata”.
Come si nota, a seconda del colore politico di chi governa, certe operazioni, l’andamento di determinati procedimenti burocratici, possono cambiare completamente. Proprio riguardo al caso Sofri, infatti, e per riportare in generale il potere di concedere la grazia al ministro della giustizia, nel marzo 2004 Alleanza Nazionale aveva proposto un emendamento approvato dalla Camera con il voto favorevole della maggioranza. Allora si era aperto un serrato dibattito su quale fosse effettivamente il potere del Capo dello Stato e quale quello del guardasigilli in merito, arrivando da parte di molti, alla conclusione che concedere un simile potere al ministro della giustizia strappandolo dalle mani del presidente fosse un gesto liberticida, forse proprio fascista.

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