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1 giugno 2006

“Fuori vena”, storia di un amore punk

Esce domani all’Eden di Roma Fuori vena, un lungometraggio autobiografico diretto dall’esordiente Tekla Taidelli, presentato al 58esimo Festival InterEsce domani all’Eden di Roma Fuori vena, un lungometraggio autobiografico diretto dall’esordiente Tekla Taidelli, presentato al 58esimo Festival Internazionale del Film di Locarno nella sezione “Cineasti del presente” e vincitore dell’Ovidio d’argento come miglior film alla 23ª edizione di Sulmonacinema. Il film, che narra l’insolita storia d’amore tra Zanna, un giovane tossicodipendente senza scrupoli, e Tekla, inquieta punkabbestia con la sfrenata passione per le arti cinematografiche, appare, in tutto e per tutto, un vero e proprio documentario sull’uso e l’abuso di droghe nelle realtà giovanili di Milano e Bologna.
“Questo progetto nasce dall’esigenza di mettere a nudo il mondo della droga e della dipendenza, un campo minato nel quale molti altri artisti, o presunti tali, hanno rischiato di ferirsi, deturpati da deflagrazioni di banalità e approssimazioni d’ogni genere”. Queste le parole della 28enne regista, diplomata nel 2001 in “Regia e produzione” alla Scuola del Cinema e dei Nuovi Media a Milano e già in passato autrice di quattro cortometraggi. “Pensare che tutti i drogati siano uguali è una facile generalizzazione in cui possono incappare in molti, dalla casalinga frustrata al medico della mutua, un luogo comune riduttivo, che evade le complesse dinamiche di un fenomeno, che abbraccia oggi giorno praticamente ogni strato sociale”. E “Fuori vena” sembra nascere proprio dall’esigenza da parte della regista di informare la gente su tale argomento, di disilluderla dal ritenere che la vita sia tutta baci e carezze.
In tale contesto, l’accorato grido di Tekla appare più che mai essenziale per risvegliare la coscienza comune, ormai assopita sotto delle lenzuola bigotte. “Il mondo e’ un film dell’orrore, abbasso Muccino!”.

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