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12 giugno 2006

Il contratto di Factoring

Nel corso della propria attività economica le imprese possono venirsi a trovare nella situazione in cui necessitano di liquidità pur v
Nel corso della propria attività economica le imprese possono venirsi a trovare nella situazione in cui necessitano di liquidità pur vantando la disponibilità di situazioni creditorie attive. Uno dei rimedi a tale problema consiste nel rivolgersi ad una società di factoring alla quale andranno ceduti i propri crediti in cambio della loro relativa anticipazione monetaria.
Un ulteriore vantaggio per l’impresa cedente consiste nello snellimento della propria attività, avendo delegato all’esterno la gestione dei propri crediti compresa quella contabile; Inoltre ne trae vantaggio anche il settore commerciale visto che conoscerà in anticipo la liquidità su cui può contare e quindi ne risulterà agevolata la relativa pianificazione finanziaria.

Sotto il profilo giuridico tali operazioni vengono inizialmente catalogate nell’alveo del rapporto contrattuale della cessione del credito, dove si assiste alla sostituzione dell’originario creditore con un nuovo soggetto, senza che sia necessario il consenso del debitore ceduto per la sua validità. Considerata, però, la peculiarità della situazione in cui tale trasferimento ha luogo, e cioè i rapporti commerciali di impresa, la fattispecie si arricchisce di ulteriori elementi dando luogo ad una autonoma fattispecie negoziale definita factoring.

Il legislatore è intervenuto per la sua regolamentazione con la legge n.52 del 1992 che ne ha chiarito l’ambito di applicazione onde migliorare i rapporti tra le parti. Innanzitutto vengono ne precisate le condizioni per la sua configurabilità, e cioè il cedente deve essere un imprenditore, i crediti devono essere maturati a causa della sua attività ed il cessionario deve essere una banca oppure un intermediario finanziario. In carenza di tali requisiti si applica la disciplina ordinaria della cessione del credito.

Una fondamentale previsione a favore del factoring la si ritrova a proposito della possibilità che siano oggetto di cessione anche i crediti futuri semprechè sia indicato il nominativo del debitore ed il relativo importo sia almeno determinabile.

Per quanto concerne il regime delle eccezioni si ritiene che il debitore ceduto possa opporre alla pretesa creditoria della società di factoring le eccezioni personali, quelle poteva far valere verso il creditore originario ed il requisito della incedibilità del credito. Non risultano opponibili al factor le situazioni che modificano o estinguono il credito che sono maturate successivamente alla cessione.

Il contratto di factoring può prevedere un termine finale oppure essere a tempo indeterminato.

Nell’ambito di tali rapporti possono verificarsi delle problematiche qualora viene ad essere risolto il rapporto principale tra l’impresa cedente ed il suo debitore.

Altra situazione nevralgica si verifica quando l’impresa abbia ceduto il medesimo credito a distinte società di factoring, generando una situazione di confusione per il debitore che non ha la certezza verso chi adempiere per ottenere la liberazione.

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