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12 giugno 2006

Mondiale di Pace

Il campionato mondiale di calcio 2006 è iniziato. I tifosi delle 32 nazionali in gara sono giunti in una stregata Germania, pronta come non m
Il campionato mondiale di calcio 2006 è iniziato. I tifosi delle 32 nazionali in gara sono giunti in una stregata Germania, pronta come non mai ad offrire ai famelici mass media il meglio di sé. All’insegna di un motto sincero, “Un’occasione per fare amici”, chiunque avrà la magica occasione di conoscere appassionati di ogni dove, dalla Costa Rica all’Ecuador, dal Paraguay alla Svezia, dalla Costa D’Avorio alla Serbia Montenegro, dal Messico all’Iran. Insomma, il mondo intero raccolto intorno ai propri beniamini calcistici, nella speranza di poter festeggiare, il 9 luglio prossimo, la conquista dell’agognata (da troppi) Coppa del Mondo. A dire il vero, al di là del calcio giocato (speriamo più esaltante del calcio di casa nostra), ci sarà da divertirsi soprattutto nell’ammirare i costumi, i trucchi, le parrucche e i vessilli (non di guerra!), che le migliaia di tifosi indosseranno per sostenere la propria patria sui campi da gioco. Un mondiale di pace, dunque, antidoto contro gli strali di odio che intaccano a più riprese la terra di chi ha ancora il coraggio di credere in un sano “incontro” di civiltà, essenziale in tempi (per fortuna) di globalizzazione imperante. L’unica nota stonata, purtroppo, riguarda noi italiani, feriti nell’intimo ancora una volta da una vicenda oscura (vedi Calciopoli) che getta il nostro Paese, dopo i traumi passati e più recenti di Tangentopoli e Bancopoli, nella solita zona d’ombra infamante. Il fustigatore Beppe Grillo, dalle pagine del suo blog, è stato durissimo: “Forza Ghana!!!” ha scritto, convinto della necessità impellente, per chi volesse davvero “bene all’Italia”, di una disfatta senza appello per la nostra nazionale. “La nazionale degli sponsor”, a suo parere, “la nazionale figlia legittima e bastarda dello scandalo delle partite truccate, dei bilanci falsi, dei procuratori veri che si aggiravano nei raduni degli azzurri con minacce e lusinghe. E tra i procuratori veri c’è il figlio di Lippi”. “Fateli neri i nostri azzurri”, si è auspicato il comico genovese. La scelta è ardua: come si fa a tifare contro i nostri colori nazionali? Ma come si potrà mai vincere con la coscienza sporca?

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