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6 giugno 2006

Referendum: sì o no?

Il 25 e 26 giugno i cittadini italiani saranno nuovamente chiamati alle urne, è il terzo appuntamento elettorale nel giro di un mese e mezzo.
Il 25 e 26 giugno i cittadini italiani saranno nuovamente chiamati alle urne, è il terzo appuntamento elettorale nel giro di un mese e mezzo. Questa volta bisogna esprimersi sulla riforma della Carta Costituzionale, approvata dal precedente governo di centrodestra ma senza la maggioranza di due terzi che l’avrebbe messa al riparo da questa consultazione popolare. L’unico precedente di referendum costituzionale risale al 2001. Attraverso il referendum il popolo ha la possibilità di approvare o meno la riforma di importanti articoli della nostra Costituzione, in vigore dal 1948, frutto della lotta per la Resistenza e segno della libertà dell’Italia. Un mutamento esteso e profondo della Carta, che va dai poteri del Presidente della Repubblica, del premier e del Parlamento, all’introduzione di un federalismo molto più accentuato. Non è previsto un quorum, dato che sarà un referendum confermativo, a differenza del referendum abrogativo per il quale il quorum strumentale è indispensabile per la validità del referendum stesso. Se fossero i Sì a prevalere, entrerebbe subito in vigore la Devolution, mentre per il resto si dovrà attendere il 2011, e nel caso del Senato Federale il 2016. Se vincessero i No, resterebbe valida la Costituzione modificata dal centrosinistra nel 2001. Si stanno mobilitando in tutta Italia comitati per il No, guidati dall’ex capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro. Ma si sono costituiti anche numerosi comitati promotori del Sì guidati dalla Lega. Le Acli, Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, invitano i propri iscritti a votare No, per l’abrogazione sono anche le più importanti riviste cattoliche. Sono previsti vari appuntamenti per i sostenitori del No, a cominciare dalla fiaccolata del primo giugno a Firenze e altre manifestazioni organizzate in tutta Italia. Per cercare di capire bene quali siano i cambiamenti da apportare alla Costituzione è stato stilato dal leghista Calderoli un decalogo della riforma costituzionale, con un testo a fronte di Leopoldo Elia che rappresenta un controdecalogo, per controbattere le affermazioni di Calderoli.

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