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23 agosto 2006

Brescia, il sagrestano confessa

“L’ho uccisa io, ma si è trattato di un incidente”. Con queste parole il sagrestano di Brescia Chamila spiega la morte di Elena Lonati. Il gi
“L’ho uccisa io, ma si è trattato di un incidente”. Con queste parole il sagrestano di Brescia Chamila spiega la morte di Elena Lonati. Il giovane cingalese, noto con lo pseudonimo di Camillo, ha confessato le sue colpe, ma ha negato qualsiasi tipo di violenza sulla ragazza. Il prelato ora deve difendersi dalle accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere.
Chamila, secondo le parole del suo avvocato, si sarebbe consegnato spontaneamente alla polizia, mentre per gli agenti è stato fermato nel centro di Brescia. Comunque, giunto davanti al questore, il sagrestano di 23 anni avrebbe raccontato che quel giorno perse la testa a causa di una lite con la vittima. Infatti il prete aveva ricevuto rigidi ordini sulla chiusura della chiesa, la ragazza invece si opponeva volendo trattenersi ancora un pò. “L’ho spinta – affermerebbe Chamila – è caduta a terra ed è morta”. Gli inquirenti però nutrono forti dubbi, alimentati da nuovi particolari emersi dalle indagini. Uno su tutti: Elena sarebbe stata strangolata con del nastro adesivo e lasciata agonizzante per circa un’ora. Infatti il suo corpo è stato trovato piegato e incastrato nella stretta scaletta di un vecchio pulpito abbandonato. Solo l’autopsia, prevista per le prossime ore chiarirà la natura del crimine. Intanto l’avvocato del sagrestano ha disposto per lui una perizia psichiatrica che stabilisca se il giovane quel giorno in chissà fosse in grado di intendere e di volere.

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