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31 agosto 2006

Frequentare i laboratori

Durante i corsi di laurea (triennale o quinquennale), lo studente talvolta si imbatte in docenti che possiedono una carica di volontà

Durante i corsi di laurea (triennale o quinquennale), lo studente talvolta si imbatte in docenti che possiedono una carica di volontà e creatività maggiore al punto da averli spinti ad aprire un laboratorio didattico. Le facoltà con un maggiore numero di iscritti (dalle statistiche risulta siano quelle umanistiche), non permettono al singolo di sperimentare le conoscenze acquisite e quindi di “mettere alla prova” quanto appreso. Questo può rivelarsi un serio limite per quanti vogliono concretizzare, in campo lavorativo le proprie conoscenze teoriche.
Spesso i corsi “più impegnativi”: che richiedono la realizzazione di tesine o altro progetto vengono evitati dagli studenti con lo scopo di non subire rallentamenti sul proprio itinerario di studio.
I laboratori creativi e di approfondimento, si sono rivelati però di aiuto verso un approccio al mondo lavorativo più maturo e consapevole. La laurea fine a se stessa, senza l’applicazione pratica del sapere appare di scarsa efficacia dopo la fase di selezione iniziale. Abbinare il titolo di studio (specialmente in futuri campi lavorativi settoriali e “chiusi”) ad una specifica competenza facilita l’ingresso verso l’ambiente lavorativo desiderato. Utili sono anche i Master ed alcuni stage in strutture consolidate, volti ad arricchire il curriculum vitae, senza mai sottovalutare la proposta interna alla singola università d’appartenenza.

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