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7 settembre 2006

Ahmadinejad: “Ripuliamo le Università”

Con questo slogan il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha deciso di inaugurare la riforma del sistema universitario del suo Paese. Un cambiamentCon questo slogan il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha deciso di inaugurare la riforma del sistema universitario del suo Paese. Un cambiamento che, agli occhi di tutti, deve idealmente ricondurre gli atenei iraniani ai gloriosi giorni della rivoluzione islamica quando studenti e professori potevano rischiare la galera, se non la vita, poiché troppo inclini alla cultura laica occidentale. Ma non si tratta ovviamente di un repulisti meramente culturale. Lo spauracchio di Ahmadinejad è ovviamente il liberalismo occidentale ma il suo progetto mira a prevenire quelle rivolte universitarie capaci di tracimare nelle piazze e minare le fondamenta del suo regime politico e religioso. A dar man forte al Presidente ci sono schiere di studenti radicali o meglio, fanatici, che lo considerano un vero e proprio idolo. “Oggi invece di salutarmi e inneggiarmi dovreste gridarmi contro, chiedermi perché i professori liberali e i portavoce del secolarismo continuano a infestare le nostre università”. Così ha parlato, di fronte ai suoi fan, Ahmadinejad secondo cui 27 anni di Repubblica islamica non sono riusciti a spazzare via un sistema educativo che, per oltre 150 anni, ha infestato le università iraniane con il liberalismo ed il secolarismo. Secondo le correnti più radicali le università sono ridiventate le incubatrici di una protesta manovrata dagli americani che occorre assolutamente estirpare.
È stato nominato, a novembre, un esponente religioso alla guida dell’ateneo di Teheran; proteste e rivolte da parte di studenti e docenti hanno peggiorato solamente la situazione: poco dopo numerosi professori universitari sono stati costretti al pensionamento. Il 25 aprile il docente e filosofo Ramin Jahanbaglou viene arrestato e sbattuto in carcere con l’accusa di collaborazionismo con gli americani. Ad agosto è stato ritrovato il corpo senza vita di Akbar Mohammadi, arrestato nell’estate del ’99 dopo una protesta studentesca e condannato ad una lunga pena detentiva.
Questi sono esempi significativi e preoccupanti di quello che Ahmadinejad ha annunciato come una semplice riforma culturale ma che, in realtà, si concretizza come una vera e propria epurazione dei dissidenti, professori e studenti infettati dalla cultura occidentale. Ed a portare avanti questa crociata sono pronte le falangi conservatrici e folti gruppi di studenti radicali che ben si prestano, con il loro fanatismo, alla politica culturale del loro Presidente.

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