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11 settembre 2006

Catanzaro: Bioinformatica e diagnosi precoce

Riuscire a diagnosticare in maniera precoce e preventiva diverse patologie, studiando l’evoluzione biologica di sistemi complessi, attraverso

Riuscire a diagnosticare in maniera precoce e preventiva diverse patologie, studiando l’evoluzione biologica di sistemi complessi, attraverso l’implementazione di modelli informatici in grado di simulare l’evoluzione delle malattie. È questa la nuova frontiera della medicina, che vede l’Università Magna Graecia di Catanzaro protagonista, grazie a un settore trasversale di studio e ricerca che vede integrarsi insieme scienze informatiche, biotecnologie, discipline mediche e ingegneristiche, secondo proprio quell’approccio interdisciplinare alla conoscenza e al sapere che è stato concretamente realizzato nel Campus di Germaneto.

Per approfondire tutti gli aspetti inerenti questo innovativo settore biomedico si è tenuto il 7 settembre scorso presso l’Edificio delle Bioscienze del Campus universitario di Germaneto, nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Ingegneria Informatica e Biomedica, un seminario dal titolo “Process calculi for biology”, riguardo le nuove tecnologie informatiche applicate ai sistemi biologici complessi. Il seminario è stato tenuto dal professor Corrado Priami, direttore del prestigioso “Microsoft Centre for Computational and Systems Biology” di Trento, con cui l’Università Magna Graecia ha stretto nello scorso mese di Gennaio un accordo di collaborazione, che prevede, in stretta sinergia, lo studio e l’analisi dei dati clinici derivanti dalle attività di ricerca condotte presso l’Università di Catanzaro nell’ambito della bioinformatica, proteomica, e nanotencologie applicate all’oncologia e alla cura di diverse patologie.

All’incontro hanno partecipato numerosi docenti, ricercatori e dottorandi dell’Ateneo catanzarese ,che stanno portando avanti, in questi settori innovati, studi e ricerche avanzate presso i laboratori del Campus di Germaneto.

“Le prospettive di questo settore – ha detto il professor Priami – sono molto buone perché attraverso lo studio informatico di questi modelli, che rappresentano l’evoluzione delle malattie, si possono prevedere dei comportamenti e quindi è possibile procedere verso una medicina personalizzata e preventiva di patologie complesse. Siamo ancora gli inizi, ma questi primi risultati ci fanno essere fiduciosi sul fatto che questa disciplina possa evolversi positivamente in futuro. Ora è necessario creare una massa critica di persone che lavorino intorno a questo settore nuovo.”

Sulla collaborazione con l’Università di Catanzaro il professor Priami ha aggiunto: “procede molto bene ed è veramente proficua da entrambe la parti. È in atto uno scambio frequente e continuo di docenti, ricercatori e dottorandi. Abbiamo identificato dei casi di studio guida per vedere se questa tecnologia in uso presso il nostro Centro fosse applicabile ai casi specifici raccolti e studiati qui a Catanzaro grazie al contatto diretto tra laboratori di ricerca e clinica”.

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