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7 settembre 2006

La rivincita dei galletti

Rosicavano i francesi, per quella coppa sfuggitagli di mano per un nonnulla. Non avevano inghiottito il fatto di aver perso la finale mondiale in quelRosicavano i francesi, per quella coppa sfuggitagli di mano per un nonnulla. Non avevano inghiottito il fatto di aver perso la finale mondiale in quella beffarda maniera. Volevano una rivincita. Era, a parer loro, l’espediente migliore per dimenticare quella non troppo remota notte di luglio, in cui il cielo berlinese (rubando le parole del giornalista Rai, Marco Civoli, durante la sua telecronaca) si tinse d’azzurro. E lo Stade de France di Parigi, ieri sera, non poteva non essere gremito, data l’irripetibile occasione che la sorte aveva concesso ai bleus di Domenech: Italia e Francia, entrambe nel girone B di qualificazione agli Europei del 2008. L’avevano anche stampato sui biglietti e sui cartelloni pubblicitari di mezza capitale, quasi a far divenire il suddetto match, una specie di secondo capitolo di una saga horror cinematografica: “France vs. Italie – La revanche”. Va be’ il nazionalismo, ma ci sarebbe da dire che si trattava pur sempre di una partita in cui in palio altro non c’erano che tre miseri punticini. Un po’ pochino, se li si confrontano col valore, sia economico che simbolico, di quella coppa in oro, che, 59 giorni fa, il nostro capitano sollevò dinanzi all’invidioso mondo intero. Ma diamo a Cesare quel che è di Cesare. O meglio, diamo alla Francia quel che è della Francia (Gioconda compresa). Perché gli azzurri di Donadoni non sono affatto come quelli di Lippi (difesa in primis), converrete. Forse è l’appagamento che gioca brutti scherzi. La fame di vittorie si è probabilmente placata con la conquista del titolo iridato. È poi trascorsa un’estate intera: per i nostri campioni ci saranno state laute cene, notti brave in locali da urlo, vacanze esotiche in compagnia di mogli, fidanzate o semplici “accompagnatrici”. Insomma, l’Italia vista ieri sera sembrava appena una squadra dilettantistica (Buffon pare già essere entrato in pieno clima “Serie B”) alle prese con un team di professionisti, che, al contrario, conosceva bene il fatto suo. E di ciò ce ne siamo accorti dopo soli 69 secondi dal fischio d’avvio: Ribery allarga per Gallas, cross sul secondo palo per Govou, che di destro incrocia sul palo opposto. È l’inizio di quella che si rivelerà una disfatta, ammortizzata solamente dallo spunto di Gilardino, che accorcia le distanze, dopo che Henry aveva siglato il raddoppio, e da qualche sporadico spunto dei singoli (Zambrotta e Grosso nel primo tempo, Di Michele nel secondo). Il colpo che stende definitivamente l’Italia arriva al 56’. Ancora Govou, che stavolta anticipa nettamente di testa Cannavaro (apparso abbastanza appesantito) sul cross ben calibrato di Sagnol, indirizzando la palla nell’angolo basso. Il risultato finale parla chiaro: 3 a 1 per la Francia. Una Francia, che ora viaggia a punteggio pieno e guida il girone, insieme alla Scozia, mentre L’Italia rimane ferma a quota uno. La strada è già in forte salita. Tutto il popolo italiano attende una svolta, con trepida attesa, sì, ma pure con la solita inconfondibile fiducia che da sempre ci caratterizza.

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