• Google+
  • Commenta
29 settembre 2006

Nuova veste grafica per la “Sapienza”

La “Sapienza” ha cambiato la sua storica identità visiva. Il logo della Minerva più istituzionale ha lasciato il posto a una im

La “Sapienza” ha cambiato la sua storica identità visiva. Il logo della Minerva più istituzionale ha lasciato il posto a una immagine innovativa e moderna, che ha avrà come obiettivo il poter essere testimonianza visibile del profondo dialogo tra memoria e futuro. Nella sala istituzionale del Senato Accademico, in cui viene riunito il consiglio dei Presidi delle Facoltà alla presenza del Rettore, gremita per l’evento da molti giornalisti e molti professori della “Sapienza”, è stato presentato tutto l’excursus che ha condotto alla nuova immagine dell’Ateneo più importante d’Italia. A presenziare e descrivere le varie tappe l’Agenzia Inarea, società leader del settore in Italia, scelta non a caso per i suoi innumerevoli lavori grafici di altissimo pregio e ricercatezza. Dalle parole dei membri dell’Inarea è stato descritto il tentativo di proporre la “Sapienza” e tutte le sue realtà: atenei federati, facoltà e dipartimenti, cercando di esaltarne la molteplicità e l’appartenenza. I simboli che da sempre sono appartenuti a la “Sapienza” sono il simbolo del cherubino e il nome, – che da ora viene descritto con la formula “Sapienza-Università di Roma” -, mentre Inarea, come descritto dai suoi rapprensentanti nell’evento, ha deciso di lavorare sull’immagine del cherubino di Francesco Borromini, icona presente nella decorazione della cupola della chiesa Sant’Ivo, che è situata nella sede storica dell’università. Forte il legame con la tradizione, i colori che hanno utilizzato per la nuova immagine dell’ateneo sono il porpora e l’oro. La forma resta un ovale, in cui resta la dicitura “Studium Urbis”: elementi che riprendono il sigillo del ‘700. Inarea ha vinto la gara d’appalto per la nuova identità visiva della “Sapienza” nei primi mesi di quest’anno, e le nuove immagini verranno utilizzate a partire da novembre 2006. Felice della portata storica dell’avvenimento il rettore Renato Guarini dichiarando che “si tratta di un intervento culturale che mira a veicolare la storia e il prestigio della Sapienza, una sfida di innovazione e creatività che si inserisce nel più vasto programma di rilancio avviato negli ultimi due anni. L’adozione del nuovo sistema rappresenta un passaggio fondamentale, necessario per riposizionare la Sapienza nella knowledge society e per garantirne l’unicità, anche in vista del prossimo decollo operativo degli atenei federati”. Il claim “Il futuro è passato da qui” segna il legame forte, che resta sempre con le tradizioni, ma l’università con questo passo importante si proietta in un futuro che si spera sia sempre di più colmo di ricerca, innovazione e traguardi raggiunti.

Google+
© Riproduzione Riservata