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26 settembre 2006

Trento: Le neuroscienze al servizio del bilinguismo

Il bilinguismo è un’area di ricerca di grande interesse, si stima infatti che circa il 70% della popolazione mondiale parli correntemente due
Il bilinguismo è un’area di ricerca di grande interesse, si stima infatti che circa il 70% della popolazione mondiale parli correntemente due o tre lingue, rendendo il bilinguismo, o il “multi-linguismo”, la norma piuttosto che l’eccezione. Studiare il bilinguismo è estremamente importante in quanto offre alle scienze cognitive la possibilità di analizzare come si eserciti il controllo su due (o più) lingue e fornisce alle neuroscienze l’opportunità di studiare la plasticità del cervello, l’esistenza di un periodo critico nello sviluppo del linguaggio e, più in generale, le basi biologiche del linguaggio.
Settanta scienziati e ricercatori di fama mondiale saranno nei prossimi giorni a Rovereto per parlare proprio di bilinguismo, in occasione della seconda edizione del convegno multidisciplinare promosso dal Laboratorio di Scienze cognitive dell’Università di Trento. Neuroscienze sperimentali e cliniche, psicologia e scienze dell’apprendimento, linguistica, scienze sociali e umanistiche saranno alcune delle aree di ricerca sulle quali si concentreranno i lavori di “Bilinguismo – prospettive funzionali e neurali”.
Il convegno, che si terrà dal 29 settembre al 1 ottobre nella sala conferenze del Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto (piazza Rosmini, 5), rientra in una serie di eventi di elevato contenuto scientifico che contribuiranno ad accreditare ulteriormente l’Università di Trento nell’area delle Scienze cognitive e in particolar modo nello studio del rapporto mente-cervello. Il convegno gode del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e dell’Assessorato all’Università del Comune di Rovereto.
L’edizione di quest’anno porrà particolare attenzione al tema del processing grammaticale nei bilingui. I partecipanti cercheranno di analizzare il bilinguismo da un punto di vista socioculturale, cognitivo e neurobiologico, riservando particolare attenzione alla natura dei meccanismi cognitivi e cerebrali che permettono il controllo dell’uso delle due lingue nella persona bilingue.
Il comitato scientifico del convegno è composto da studiosi di fama internazionale, tra cui Alfonso Caramazza, docente all’Università di Harvard e direttore del Laboratorio di Scienze cognitive dell’Università di Trento, Emmanuel Dupoux, direttore del Laboratoire de Sciences Cognitives et Psycholinguistique dell’École des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi, Judith Kroll, rappresentante dell’associazione Women in Cognitive Science, e David Green, professore dell’University College di Londra.
Nelle tre sessioni di lavoro i gruppi selezionati di speaker presenteranno i risultati delle proprie ricerche, cui faranno seguito momenti di dibattito e confronto. È inoltre prevista la presentazione di progetti eseguiti da giovani ricercatori.

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