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12 settembre 2006

Trieste: “Donne, politica ed istituzioni”

All’Università degli Studi Trieste un corso per favorire le pari opportunità nei centri decisionali del potere.
Un progetto natoAll’Università degli Studi Trieste un corso per favorire le pari opportunità nei centri decisionali del potere.
Un progetto nato su iniziativa del Ministero per le Pari Opportunità, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione per favorire l’accesso delle donne alle assemblee politiche ed alle cariche elettive. Il percorso formativo attivato per l’anno 2006 presso la Facoltà di Scienze politiche, in collaborazione con le Facoltà di Giurisprudenza e quella di Lettere e Filosofia, ha riscosso grande successo tra il pubblico femminile. Numerose le domande, 160 i posti disponibili, assegnati a seguito di un’attenta selezione.
Lo scopo del progetto è quello di incentivare la presenza femminile nella politica e nell’amministrazione pubblica. Per far ciò si prevede un coinvolgimento di tutte le donne, indipendentemente dalla loro età e dal loro stato occupazionale.

Nel nostro Paese purtroppo le donne ricoprono una posizione minoritaria per quanto attiene alla sfera politica. Sia a livello nazionale, che a livello locale, l’Italia vanta il triste primato di presenza quasi esclusivamente maschile nella vita politica attiva. Se paragoniamo la nostra penisola al resto dei Paesi della UE, il quadro che ne esce è allarmante. Con il 10,8%, la rappresentanza parlamentare femminile italiana si pone avanti solo alla Grecia (6%), e alla Francia (10,23% all’assemblea Nazionale, e 5,6% al Senato). I livelli più alti di partecipazione politica “rosa” si riscontrano invece nei Paesi Scandinavi,in testa Paesi Bassi e Finlandia, ma segnali di ripresa si riscontrano anche in Spagna che in 15 anni ha visto crescere esponenzialmente la presenza femminile in politica. La situazione è ancora più drammatica in sede di Parlamento europeo, dove l’Italia ricopre l’ultimo posto in quanto a presenza femminile.

Rispetto al resto d’Italia, in Friuli Venezia Giulia la situazione è ancora più allarmante. Più che altrove, infatti, le donne costituiscono una forte minoranza nelle istituzioni pubbliche. Nei comuni del Friuli Venezia Giulia si riscontrano percentuali bassissime per quanto riguarda le donne che ricoprono ruoli significativi nella scena pubblica. Solo il 6% dei sindaci, il 15% dei vicesindaco, il 19,8% degli assessori e il 19,3% dei consiglieri sono donne. A livello provinciale e regionale le percentuali non sono certo più incoraggianti.

Di qui la volontà di fornire alle donne un insieme di conoscenze, sia teoriche che pratiche, per metterle nella condizione di essere inserite nei centri decisionali della politica.
Il corso si propone dunque di ridurre il deficit di presenza femminile nella pratica di governo. Per fare questo non è sufficiente fornire alle donne le conoscenze giuridiche e politiche necessarie per partecipare attivamente alla vita pubblica, ma anche una maggiore consapevolezza delle ragioni della loro prolungata assenza dalle sedi del potere, in modo da poter ribaltare la situazione e garantire una maggiore presenza attiva, sia a livello locale che nazionale.

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