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14 ottobre 2006

Al via “Rapsodi”: il progetto di cooperazione industriale

Si svolgerà lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 10 nell’Aula Magna di via Valleggio, la riunione di avvio di «R

Si svolgerà lunedì 16 ottobre a partire dalle ore 10 nell’Aula Magna di via Valleggio, la riunione di avvio di «RAPSODI», il nuovo progetto europeo di cooperazione industriale CRAFT, a cura del Dipartimento di Fisica e Matematica dell’Università degli Studi dell’Insubria.

RAPSODI è stato approvato nel contesto del VI Programma Quadro, nell’ambito dei progetti CRAFT, al termine di una selezione che ha portato alla ammissione di circa 80 progetti su oltre 900 proposte presentate al vaglio delle commissioni.

RAPSODI è un progetto della durata di due anni, con inizio ufficiale il 1 Ottobre 2006.
Il bilancio complessivo è di 2.1 milioni di euro, di cui 1 milione e mezzo a carico della Commissione Europea; l’unità dell’Università dell’Insubria – coordinatrice del progetto – avrà un contributo finanziario di 314mila euro. Il partenariato comprende tre istituzioni di ricerca (oltre l’Università dell’Insubria, il Dipartimento di Microelettronica dell’Università di Scienze e Tecnologia di Cracovia e l’Istituto di Fisica Teorica e Sperimentale di Mosca) e quattro aziende europee (PTW-Freiburg, leader nei dispositivi di controllo di qualità per apparecchiature radioterapiche e dosimetria medica; SensL, una spin-off accademica irlandese focalizzata su sensori di luce ad altissima sensibilità; FORIMTECH, una start-up ginevrina che si occuperà di un dosimetro per controlli di sicurezza e JP-SMM, uno studio di engineering di Praga che svilupperà uno strumento per la misura di Radon ambientale).

«Il progetto si incentra sullo sviluppo di sensori di luce visibile in Silicio ad altissima sensibilità, elevato rapporto qualità/prezzo, affidabilità e stabilità – spiega Massimo Caccia, direttore del Dipartimento di Fisica e Matematica dell’Università dell’Insubria. Lo sviluppo indirizza la definizione di protocolli di progettazione, tecnologia, produzione e caratterizzazione che possano portare a sensori specifici ed ottimizzati per ognuna delle applicazioni previste (dosimetria in mammografia, dosimetria per anti-terrorismo e misurazione di radioattività ambientale da Radon)».

«Il progetto nasce sotto buoni auspici e certamente il consorzio si adopererà per il suo pieno successo – conclude il prof. Caccia. Personalmente, sono molto orgoglioso, poichè RAPSODI rappresenta la conferma della competitività del gruppo di Ricerca che dirigo: segue il progetto europeo SUCIMA (GROWTH-FP5) ed affianca i progetti EUDET (I3-FP6) e SIMBA (INTERREG IIIC). Spero che anche questo piccolo successo possa contribuire a dare lustro al nostro Ateneo».

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