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10 ottobre 2006

Atenei e corsi di Laurea: stop per 3 anni

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, aveva promesso in Finanziaria interventi concreti per mettere un freno al velocissimo in

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, aveva promesso in Finanziaria interventi concreti per mettere un freno al velocissimo incremento di atenei e corsi di studi. E così adesso per tre anni, dal 2007 al 2009, secondo l’articolo 71 della legge Finanziaria 2007 «è fatto divieto alle università statali e non statali, autorizzate a rilasciare titoli accademici aventi valore legale, di istituire ed attivare facoltà e corsi di studio in sedi diverse da quella ove l’ateneo ha la sede legale e amministrativa».
L’aumento dei cosiddetti poli didattici (sedi distaccate di atenei o singole facoltà) ha costituito la nuova tendenza delle Università italiane. Ma la crescita è stata tanto smisurata da portare anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a criticare il sistema “delle università sotto casa”. E la querelle così agita il mondo dell’Università italiana e preoccupa genitori e studenti, fino a sollevare pesanti dubbi (anche di legittimità) sulle garanzie che alcuni degli atenei appena aperti o in procinto di aprire possono offrire: «Le discussioni sono tante e, senza dubbio, la materia è molto opinabile. Ma quando si dice che c’è stata una proliferazione di sedi universitarie in Italia, – ha affermato il Presidente Napolitano – credo che ci sia anche qualcosa di preoccupante, da verificare attentamente».

Tra i provvedimenti della Finanziaria anche uno che riguarda gli studenti che affitteranno una casa lontana dal loro Comune almeno 100 chilometri per frequentare l’università. Potranno detrarre, infatti, dalle tasse le spese di locazione per un massimo di 2.633 euro. Una norma che è stata introdotta anche per far riemergere il sommerso nel settore degli affitti immobiliari, ma che ha mandato su tutte le furie gli studenti di Azione Universitaria che parlano di una norma finta in quanto pochissimi studenti potranno avvalersi della detrazione, vista la diffusione capillare dei contratti in nero in tutte le maggiori città universitarie.

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