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23 ottobre 2006

CUS Bologna, sezione hockey, la vita ricomincia dalla serie B

Anche se comincia per A e finisce in B è una bella storia. E’ quella del Cus Bologna sezione hockey, tricolore su prato nel 1955 e 1997 e vinc Anche se comincia per A e finisce in B è una bella storia. E’ quella del Cus Bologna sezione hockey, tricolore su prato nel 1955 e 1997 e vincitore della Coppa Italia nel 1975 e 2002. La sezione si è autoridotta. Giocava in serie A (ma ha mantenuto il massimo profilo in indoor, dove il campionato è più ridotto) per problemi economici ha deciso di ripartire dal campionato di serie B. Mantenendo però lo stesso gruppo di amici, con le eccezioni degli stranieri. Odendo e Albers sono tornati in patria (rispettivamente in Kenya e in Olanda), Stasiouk è finito alla Lazio dove ritrova l’altro ex cussino Massimo Collina, il portiere dei trionfi. E’ rimasto Grandville, sono rimasti tutti, ripescando anche dai ‘vecchi’ over. Così per la prima al Giovanni Minghini di via del Terrapieno – adesso il Cus Bologna gioca la domenica e non più il sabato pomeriggio – il Cus Bologna, con Andrea ‘Rambo’ Albertini in panchina, ha utilizzato Occhipinti, Vitiello, Gadda, Degli Esposti, Baroncini, Albertini, Bonazzi, Pagni, Cesari, Pagani, Fughelli, Boccacci, Tesi e Lubertacci. Alcuni di questi – Lubertacci, Pagni, Baroncini – si sono ufficialmente ritirati da tempo ma, poi, non riescono a resistere al fascino dell’hockey e si rimettono in discussione. Di più: il Cus Bologna sta pensando anche a fare arrivare un tedesco. Si tratta di Aner, segnalato da Nico Burger, eroico bomber degli anni Ottanta, prima con la maglia del Cus poi con quella della Pilot, che alle Due Torri e ai suoi amici è sempre rimasto legato. Alla prima uscita il Cus Bologna ha travolto il Parma per 9 a 2 e domenica giocherà a Reggio Emilia. Il torneo cadetto è "dispari", nove squadre. Il Cus Bologna punta a vincere il proprio girone per approdare poi alla fase interregionale e cercare infine la promozione. Non sarà facile, perché almeno all’inizio la classe dei cussini non dovrebbe avere rivali. E c’è il rischio che l’Alma Mater Studiorum si adagi sugli allori. Ma la presenza di un gruppo di amici "che non si arrendono mai" (come cantava e canta ancora Antonello Venditti) dovrebbe essere la carta in più per i biancorossi. Che restano per altro nell’élite dell’hockey indoor. Ci saranno un torneo al PalaCus e anche la partecipazione a una manifestazione internazionale a Zurigo. E in panchina, per l’indoor, tornerà il leggendario Marco Cerè, il tecnico con il quale il Cus Bologna ha vinto uno scudetto su prato, una Coppa Italia e ben tre titoli (tutti) indoor. Un vero fenomeno della panchina.

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