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23 ottobre 2006

Finanziaria, gli studenti bocciano i provvedimenti sugli affitti

Mentre il governo introduce ulteriori agevolazioni per i contratti
d’affitto per universitari, il 42,5% degli studenti dichiara di non ess

Mentre il governo introduce ulteriori agevolazioni per i contratti
d’affitto per universitari, il 42,5% degli studenti dichiara di non essere
nemmeno a conoscenza dell’esistenza di specifici contratti a loro dedicati.
E se il 61% di loro paga un affitto in nero, il 44,2% si mostra sfiduciato
e ritiene inutile proporre al proprietario di casa di applicare la nuova
normativa varata in Consiglio dei ministri .

Disinformati, sfiduciati e rigorosamente in nero. Proprio quando la
Finanziaria prevede ulteriori agevolazioni per i contratti d’affitto per
universitari, si scopre che gli studenti nemmeno conoscono le opportunità
già esistenti di pagare canoni ridotti e agevolati. E mentre la maggioranza
continua a vivere in nero, saranno pochi quelli che approfitteranno delle
nuove norme. Lo rivela un’indagine effettuata dal free press de Il Corriere
dell’Università e del Lavoro su un campione di 508 giovani fuori sede,
intervistati nelle scorse settimane a Roma e Napoli.

Secondo l’inchiesta il 61% degli studenti interpellati non ha sottoscritto
alcun contratto di locazione e solo il 31,5% dichiara, invece, di averne
uno. Di questi il 57,6% sono transitori, il 20,5% per studenti universitari,
il 17,9% rientra nella tipologia “4+4” e solo il 4% in quella “agevolata”.

Ma perché gli studenti non hanno un regolare contratto? Sarebbe la
disinformazione la causa prima. Il 42,5% degli intervistati ammette di non
aver mai sentito parlare dei contratti riservati agli universitari così come
previsti dalla legge 431/1998. Il 24,9% dice di averne sentito vagamente
parlare e solo il 26,5% è a conoscenza della possibilità di usufruire di
canoni concordati, a prezzi quasi “politici”, applicabili sia ai contratti
transitori che per universitari che agevolati.

La responsabilità, inoltre, andrebbe divisa tra inquilini e proprietari:
questi ultimi, secondo gli studenti, si dividerebbero tra quelli che non
vogliono sottoscrivere un contratto (29,8%) e quelli che non lo propongono,
complici inquilini troppo passivi.

“Quando negli anni ’80 abbiamo sostenuto una campagna d’informazione presso
le università per l’equo canone, gli studenti rispondevano in modo
massiccio, oggi invece, pur di restare a studiare nella città prescelta si
prestano a una sorta di patto scellerato con i proprietari di casa e la
legge viene raggirata”, ha dichiarato Guido Lanciano, avvocato di Unione
Inquilini.

Mai più come ieri: il 44,2% del campione, infatti, ritiene inutile chiedere
al proprietario di casa di applicare il contratto (30,7%) o semplicemente
non è interessato (13,5%). Il 27,8% dice che lo chiederà, pur dichiarandosi
sfiduciato sulla possibilità che questi accetti. Solo il 18,5% approfitterà
delle nuove norme previste dalla Finanziaria.
I dati statistici sono forniti da “Il Corriere dell’Università e del Lavoro”

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