• Google+
  • Commenta
26 ottobre 2006

Governo-Università: si ferma il personale e il comparto della ricerca

L’Università apre il primo solco nei rapporti non proprio idilliaci con il governo e annuncia due giornate di sciopero generale: il 17 nov

L’Università apre il primo solco nei rapporti non proprio idilliaci con il governo e annuncia due giornate di sciopero generale: il 17 novembre per il personale dell’università e il 20 novembre per il comparto della ricerca, con due manifestazioni davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi. Ad indire le proteste i sindacati confederali dell’università e della ricerca (Flc-Cgil, Cisl-Fir, Cisl-Università, Ulipa-Ur) che, in tal modo, ribadiscono il proprio netto ‘no’ alla Legge Finanziaria. Una legge, denunciano, che “porta avanti una vera e propria opera di ‘killeraggio’ verso gli enti di ricerca pubblica e l’università”. Ad illustrare le ragioni delle due proteste nazionali, i segretari dei sindacati confederali. Due le emergenze principali indicate dagli esponenti sindacali: l’emergenza legata al precariato, che la finanziaria “non risolve in alcun modo”, e la “cronica insufficienza” dei fondi. “Vogliamo riaprire una discussione – ha affermato il segretario Flc-Cgil Enrico Panini – che cambi radicalmente il profilo di questa finanziaria. Due in particolare i punti di contestazione che ci hanno spinto alle due giornate di sciopero: non ci sono – ha spiegato anche a nome degli altri sindacati – risposte per migliaia di precari che garantiscono il funzionamento di istituzioni importanti come Università ed enti di ricerca, mentre i fondi stanziati sono addirittura minori rispetto al 2005 ed alcune scelte delle finanziaria su enti e retribuzione della docenza universitaria sono totalmente sbagliate”.
I sindacati sono, dunque, compatti nel promuovere una protesta dura contro questo governo: “vogliamo discutere – ha detto Panini – ma nel frattempo dimostriamo concretamente che non siamo d’accordo con scelte e soluzioni che vanno in una direzione opposta rispetto all’obiettivo prioritario di investire nella conoscenza”. Proprio questo è il nodo essenziale: “bisogna investire nella conoscenza – ha concluso Panini – perché in questo modo si crea un equilibrio a livello europeo e mondiale; scegliere un’altra direzione significa non avere un futuro e questo noi non lo consentiremo mai”.
A dimostrazione che il problema è serio anche nella maggioranza lo dimostrano le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che, intervenendo sul caso più generale della scuola, dice: “Va bene la svolta verde in finanziaria ma ci sono norme che vanno riscritte meglio, anche sulle tasse probabilmente sono stati presi degli svarioni e il taglio sulla scuola, se c’e’, è una cosa assurda che per quanto ci riguarda è inaccettabile”. “È preoccupante poi – ha aggiunto il Ministro – che un ministro della Repubblica apra il giornale e debba scoprire ogni giorno che un pezzo di finanziaria che gli è stata raccontata dal ministero in un certo modo invece è un po’ diversa”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy