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12 ottobre 2006

Hulrick Beck laureato honoris causa in Giurisprudenza

“Con la laurea honoris causa a Hulrick Beck l’Università degli studi di Macerata riconferma ancora una volta il suo impegno a ricon“Con la laurea honoris causa a Hulrick Beck l’Università degli studi di Macerata riconferma ancora una volta il suo impegno a riconoscere e valorizzare le espressioni più elevate ed originali della ricerca scientifica nei diversi ambiti del sapere”. Con queste parole il rettore dell’Ateneo maceratese Roberto Sani ha introdotto la cerimonia di consegna del pretigioso riconoscimento accademico a uno dei più illustri studiosi di sociologia a livello internazionale, Ulrich Beck. Questi è stato proclamato dottore honoris causa in Giurisprudenza questa mattina nell’Aula magna. “Sono molto onorato di ricevere questo titolo – ha ringraziato il “neo laureato” – in un posto bello come questo e da parte di un’istituzione prestigiosa come l’Università di Macerata”. Dopo la laudatio – la ricostruzione delle tappe fondamentali della carriera e delle ricerche del sociologo – pronunciata da Carlo Menghi, docente della Facoltà di Giurisprudenza, il dispositivo di conferimento letto dal preside Rino Froldi e la proclamazione, Beck ha tenuto la sua lectio doctoralis sul tema “Vivere nella società del rischio globale”. “La narrazione del rischio è il racconto dell’ironia – ha esordito -. Riguarda quella satira involontaria, quel facile ottimismo, con cui le istituzioni della società moderna cercano di prevenire ciò che non può essere previsto”. Il tema del rischio è un filo conduttore dell’opera di Beck, come ha ricordato il professor Menghi. “Ne “La società del rischio”, una delle sue opere più conosciute e tradotta in olte venti lingue, analizza i rischi dell’ultima industrializzazione, delle democrazie mascherate, della destrutturazione delle garanzie giuridiche”, ha spiegato il docente. La prospettiva di indagine di Beck s’incentra sui grandi scenari della modernizzazione socio-culturale ed economica in corso e sulle trasformazioni che tale processo implica sul piano giuridico, statuale e politico, con i suoi inevitabili e talora sensibili riflessi sulla vita dei singoli e delle comunità. Per l’occasione, il coro dell’Ateneo, diretto dal Maestro Aldo Cicconofri, ha proposto brani di grande suggestione, a partire dall’Inno nazionale fino all’inno alla gioia di Beethoven, passando per il “Gaudeamus igitur”.

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