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18 ottobre 2006

I concerti dell’Aula Magna

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Anche quest’anno immancabile l’appuntamento con i Concerti dell’Aula Magna giunti ormai alla 62ª stagione. Ad aprire i concerti del Ciclo Minerva.

Anche quest’anno immancabile l’appuntamento con i Concerti dell’Aula Magna giunti ormai alla 62ª stagione. Ad aprire i concerti del Ciclo Minerva (il 17 ottobre) sarà la voce di Elio con il Nextime Ensemble diretto dal maestro Danilo Grassi. Il mattatore de Le storie tese, già cimentatosi in passato come solista in repertori teatrali, si riproporrà in queste vesti con la messa in scena di songs tratte da L’opera da tre soldi e da Happy End di Brecht con musiche di Weill. Inoltre, in prima esecuzione assoluta a Roma, Elio darà voce e corpo al Frankestein! Pandemonium per chansonnier ed ensemble del compositore austriaco H. K. Gruber. Sabato 21 ottobre sarà invece la volta del Ciclo Calliope anch’esso con un’inaugurazione di tutto rispetto che vedrà l’esibizione de I Virtuosi di Mosca con il grande violista russo Vladimir Spivakov.
Una stagione particolare questa del 2006-2007 che ci riserverà non poche sorprese. Ad illustrarci la nuova filosofia che anima quest’anno l’istituzione universitaria dei concerti è il professor Franco Piperno, professore ordinario di Musicologia e Storia della musica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia e organizzatore della manifestazione. Intervistato da Radio 3 (FM 93.7, altamente raccomandata a chiunque abbia voglia di buona musica e rubriche culturali interessanti) Piperno spiega l’obiettivo dei concerti di quest’anno: coinvolgere un numero sempre maggiore di persone, un pubblico eterogeneo per il quale le due ore di concerto non devono essere solo un momento di svago ma anche un’occasione per riflettere sulla musica in tutte le forme che di essa la storia, antica e moderna, ci ha tramandato. E’ per questo che accanto alla classicità di Mozart, Bach o Beethoven incontreremo gli Zeitkratzer, gruppo tedesco d’avanguardia che si è spinto oltre il muro del suono collegando John Cage con la metal machine music di Lou Reed. Verranno proposte esperienze musicali di provenienza e utilizzo differente, dalla musica da camera, al teatro, al cinema (in programma una rassegna di colonne sonore per i film di Buñuel e di Hitchcook).
La collaborazione e compartecipazione di alcuni istituzioni culturali di rilievo, come il British Council o l’Ambasciata di Romania, ha portato alla scoperta di artisti interessantissimi segnalati dagli stessi enti in base a motivazioni puramente artistiche e non commerciali, come accade normalmente quando questo tipo di scelte viene attuato da manager e da pubblicitari.
Un contrappunto dunque tra classicità e contemporaneità, tra vecchio e nuovo, tradizione e originalità, dove poli apparentemente opposti si incontrano e si conciliano in nome di quell’arte divina e così stupendamente umana che è la musica.

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