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16 ottobre 2006

Inaugurato l’Istituto Confucio a La Sapienza per la lingua cinese

Si sa, il cinese è una lingua difficile, e gli studenti iscritti al corso della Sapienza testimoniano sempre un duro lavoro e risultati grati Si sa, il cinese è una lingua difficile, e gli studenti iscritti al corso della Sapienza testimoniano sempre un duro lavoro e risultati gratificanti solo dopo molti anni di studio, col presupposto di soggiornare per un periodo di qualche mese almeno in Cina. In ogni caso, diventa ogni anno più essenziale aprirsi a questa immensa nazione in forte ascesa economica, con la quale i contatti commerciali e culturali diventano sempre più frequenti e il confronto necessario, tanto che ormai ci accorgiamo dell’avvicinamento reciproco nella vita di tutti i giorni. Per favorire una coesistenza pacifica sono state avviate delle iniziative a livello istituzionale: prima, l’anno scorso, l’inaugurazione dell’Università italo – cinese a Shanghai, con corsi di laurea in Ingegneria e Economia, che l’allora ministro della Pubblica Istruzione Moratti aveva così commentato: “Un passo fondamentale per rafforzare la cooperazione bilaterale su istruzione, alta formazione e ricerca”. L’istituto è stato avviato quest’anno, e ha visto la collaborazione, dalla parte italiana, i Politecnici di Milano e Torino e le Università Luiss e Bocconi e per la parte cinese le Università Tongji e Fudan di Shanghai. Adesso è invece la volta de La Sapienza, che il 29 settembre di quest’anno, presso la Facoltà di Studi Orientali, ha inaugurato la prima sede italiana dell’Istituto Confucio, alla cui cerimonia hanno partecipato il Rettore Guarini, il Preside della Facoltà di Studi Orientali, Federico Masini, il Rettore dell’Università di Lingue Straniere di Pechino e il responsabile dell’Ufficio Nazionale per l’Insegnamento del Cinese come Lingua Straniera. L’Istituto Confucio, finanziato dal Ministero dell’Istruzione di Pechino, comincerà i corsi il 16 ottobre fino al 27 gennaio del prossimo anno, i quali saranno condotti da insegnanti di madrelingua e per i quali si metterà a disposizione circa 3000 volumi per l’insegnamento della lingua (insegnata a livello elementare, intermedio, commerciale e turistico) e cultura cinese. In questo ambito verranno inoltre inaugurate una serie di attività culturali volte alla diffusione della conoscenza della civiltà cinese, compresi dei soggiorni di studio in Cina.

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