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1 ottobre 2006

L’abito fa il monaco: la Sapienza cambia pelle

Dopo anni di tentativi e mezze misure, finalmente il maggiore ateneo della Capitale ha preso la decisione definitiva. Da Novembre 2006 vedremo La SapiDopo anni di tentativi e mezze misure, finalmente il maggiore ateneo della Capitale ha preso la decisione definitiva. Da Novembre 2006 vedremo La Sapienza in una veste nuova: un rosso porpora intenso, il cherubino di Borromini all’ennesima potenza, ed uno slogan chiaro ed efficace: “Il futuro è passato qui”. Il nuovo layout coinvolgerà, gradualmente, l’universo Sapienza a 360°: dal sito all’ateneo, dalle sedi distaccate ai dipartimenti; che dovranno a breve risuonare come casse di risonanza di un unico leitmotiv. “Questo cambiamento – afferma il Rettore Renato Guarini – rappresenta un passaggio fondamentale, necessario per riposizionare la Sapienza nella knowledge society e per garantirne l’unicità, anche in vista del prossimo decollo operativo degli atenei federati”. Punti chiave della riorganizzazione grafica (ma anche teorica), sono il legame con la città di Roma, la riconoscibilità dell’ateneo per la comunità studentesca, e la ripresa per La Sapienza di un ruolo forte nel sistema universitario italiano ed europeo. Il tutto curato dall’agenzia Inarea, società leader nel settore. L’unico dubbio, vedendo il corredo grafico di questa imponente opera di riorganizzazione idealtipica, è se basterà. Mi spiego: sarà sufficiente un logo carino per convincere gli studenti a seguire le lezioni per terra con un sorriso? Quanto scuro deve essere il color porpora, per dotare tutta La Sapienza di strutture moderne e sufficienti per il parco immatricolati? E soprattutto: quante belle facce di testimonials devono sfilare, per cambiare un sistema universitario che proprio non riesce più a stare a galla?

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