• Google+
  • Commenta
2 ottobre 2006

Lo screening genetico di massa diventa una realtà

Presentato a Trieste nella sede di Friulia – la finanziaria del Friuli Vezia Giiulia – il progetto, nato dalle menti di giovani scienziati dell’Presentato a Trieste nella sede di Friulia – la finanziaria del Friuli Vezia Giiulia – il progetto, nato dalle menti di giovani scienziati dell’Ateneo giuliano, punta a rivoluzionare il mondo dei test genetici di massa. Capitanati dall’ing. Nicola Scuor, i ricercatori hanno brevettato un’idea in grado di diagnosticare in modo veloce, efficace ed economico un ampio numero di malattie genetiche. I metodi utilizzati ancora oggi si rifanno ad una tecnica di replicazione del materiale genetico, inventata dal premio Nobel Karry Mullis. L’operazione però necessita di personale altamente specializzato, di attrezzature molto costose, oltre che di tempi davvero molto lunghi. Genefinity è in grado di superare queste problematiche, proponendo un metodo nuovo di individuazione dei pattern genetici, più rapido, accurato e preciso. In che modo? Praticamente si tratterebbe di realizzare un sistema di diagnosi portatile, grande pressappoco quanto un telefonino, in grado di analizzare il materiale genetico direttamente da una strip “usa e getta”. La strip può essere adattata a seconda delle esigenze del fruitore ed è stata progettata per leggere una precisa sequenza di DNA. Dalla lettura di determinate sequenze è possibile individuare le caratteristiche peculiari di una certa malattia genetica. Uno strumento a basso costo e veloce in grado di estendere questo tipo di diagnosi ad un numero consistente di persone. Date le enormi possibilità offerte da questa tecnica, per il futuro si prevede di utilizzarla nell’ambito dell’analisi alimentare e del osservazione ambientale. Il team di ricercatori, che da poco si è costituito come società, aveva già vinto nel 2005 la fase regionale (classificandosi poi sesti su scala nazionale) della competizione che premia l’innovazione: “StartCup”. Genefinity rappresenta infatti la realizzazione concreta, che va oltre la mera ricerca teorica, di un progetto utilizzabile nel campo dell’impresa, attraverso le aziende collocate sul territorio e le loro rispettive istituzioni. Di qui la partecipazione di Friulia, che da sempre manifesta il suo vivo interesse a favorire i progetti che puntano a trasferire la teoria della ricerca nella pratica del tessuto imprenditoriale regionale. Non è la prima volta che Friulia finanza la realizzazione di progetti come quello dello screening genetico. Per la prima volta però offre il suo supporto ad uno spin off universitario che vede protagonista Trieste e il suo Ateneo: le massime istituzioni locali nell’ambito dell’impresa e della ricerca tecnologica si mettono assieme per realizzare qualcosa di concreto. La società vede la partecipazione, oltre a Friulia e all’Università di Trieste, della DGR Consultino, specializzata in assistenza tecnica che ha già attivato diversi progetti in collaborazione con gli Atenei del Friuli Venezia Giulia.

Google+
© Riproduzione Riservata